Wikileaks e la visione dell’Italia dall’estero

Ero molto curiosa di sapere cosa sarebbe uscito in questi giorni su Wikileaks. Dopo un’attesa veicolata dalla stampa mondiale come l’opera di un genio del marketing, il gran giorno è arrivato. La mia sensazione è quella di tanto rumore per nulla. No so se i veri dossier segreti, quelli che si mormora potrebbero ribaltare gli equilibri nel mondo, siano stati volutamente occultati per una seconda ondata di rivelazioni, per un altro motivo o se non esistano affatto. Ma sentir rimbalzare su tutta la stampa e i tg cosa ne pensano i dipendenti dell’intelligence americana sui leader mondiali, mi pare quasi grottesco. Anche perché, in gran parte, si tratta di questioni risapute e più attinenti all’ambito del gossip che le politiche internazionali.

Per un’associazione mentale, la questione mi ha ricordato un libro di Mariano Sabatini uscito in questi giorni, “L’Italia s’è mesta: il Belpaese visto dai corrispondenti stranieri”. Nel libro, nel consueto stile attento e ironico che lo contraddistingue, Mariano ci mostra cosa ne pensano dell’Italia coloro che sono incaricati di raccontarla all’estero. Ho scoperto che non sono la sola a innervosirmi quando giornali e tv si limitano a mettere fianco a fianco due punti di vista contraddittori come se questo fosse giornalismo obiettivo, che in Turchia si dice “sesso all’italiana” e che ci sono giornalisti stranieri convinti che, in realtà, siamo all’avanguardia, perché alcune eccezioni che si verificano in Italia, alla fine, funzionano. Quindi potrebbero verificarsi anche altrove. Come sbattere in tutte le prime pagine dei gossip, per esempio.

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4 pensieri su “Wikileaks e la visione dell’Italia dall’estero

  1. Ok Barbara, vediamo se riesco a riscriverti qualcosa di simile a quello andato perduto ieri (scrivo di getto da sempre, difficile che ne esca esattamente lo stesso papello di ieri).
    Come ti dicevo: si, ci stà, ma non è tutto e forse non è nemmeno vero.
    E’ chiaro che siamo qui a fare ipotesi, tutte possibili, alcune più probabili.

    Partiamo dalla tua: molto rumore per nulla, tutte cose che già “si sapevano” anche se non erano ufficiali.
    E però il punto è proprio questo, se è vero, come è vero, che tutto si sapeva anche se non si poteva dire (Pasolini docet), adesso si può dire.
    Così succede che, tanto per rimanere sui fatti italiani, Vittorio Zucconi può finalmente permettersi di dare apertamente del puttaniere a Berlusconi (dal suo Blog), ma soprattutto diventa evidente anche a chi è duro di comprendonio che, come ha sempre sostenuto la stampa “comunista” (cioè tutta quella non di proprietà di Silvio), all’estero ci pigliano perlopiù per il culo.
    Intendiamoci, chi non vuol vedere continuerà a non vedere, ma qualcun altro, pochi, forse si sveglierà. O forse no, ma in ogni caso risulterà più facile dire le cose come stanno, avendo delle prove concrete.
    Se poi guardiamo un po’ fuori dall’Italia, non credo che sia la stessa cosa “sapere” per deduzione e voci che l’Egitto (e altri) hanno chiesto agli USA di bombardare l’IRAN oppure averne le prove, se non altro per le reazioni ufficiali che l’IRAN stesso potrà adesso legittimamente adottare.

    Prove concrete, come dicevo, perché qui è l’altro punto. Non si tratta infatti di “presunti documenti intercettati”, come scrivevi ieri su FB, ma di documenti tanto veri che nemmeno l’amministrazione Obama (che peraltro è forse il soggetto che più ha da perdere da questa storia) si è sognata di smentirli.
    E da dove vengono? Si sa anche questo, anche se in tv non se ne parla (vedi sul Guardian), forse per continuare a dipingere Assange come un pirata informatico, mentre appare evidente che qui la falla non è stata nelle procedure tecnologiche, visto che si sono spostate queste comunicazioni su di una rete criptata e poi se ne è dato l’accesso a milioni di persone, quindi la cosa più probabile è che ci sia stato qualcuno di quelli che avevano accesso (diplomatici ma anche semplici dipendenti delle ambasciate e soldati) che ha pensato bene di fare un po’ di soldi; cosa c’entrano gli hacker e internet?

    Casomai viene da chiedersi chi ci sia dietro Assange, e se abbia altri documenti che non ha ancora rivelato, cosa c’è su quei documenti e se e quando li rivelerà (se non viene neutralizzato prima).

    Insomma, mi sembra difficile dire che non è successo nulla…

    Gabriele

    • Grazie mille per la tua opinione, Gabriele! Continuo a rimanere perplessa sulla natura da gossip di queste presunte “rivelazioni” e a pensare che la politica internazionale vada fatta con ben altro che con barzellette sui leader, che provengano da intelligence accreditati o meno.

  2. Suppongo che ci voglia molto tempo solo per leggere i 9 milioni di informazioni segrete trafugate (se questa è la cifra esatta), per cui Wikileaks dovrà faticare parecchio prima di scovare qualcosa di veramente succoso.

    E’ comunque interessante vedere che dietro al politically correct, la politica straniera non usa mezzi termini per descrivere questo o quell’uomo di stato. Visti davanti alle telecamere sono tutti amici, dietro a esse è tutta un’altra faccenda.

    E’ inoltre interessante come, per la prima volta, un sito web abbia anticipato la stampa d’inchiesta. E’ un momento epocale… non per noi italiani che ormai non sappiamo più cosa siano le vere inchieste giornalistiche… ma per il mondo intero.

    Parlandone oggi tra colleghi e quant’altro, ho notato che comunque rimane molto il dubbio che non sia qualcosa di “pilotato”. Ovvero ciò che Wikileaks ha in mano è ciò che i servizi segreti USA volevano che avesse in mano. Del resto, il modo in cui ne è venuto in possesso è piuttosto bizzarro. Il film “Ipotesi di Complotto” potrebbe metterci in allerta ma… è comunque solo un film.
    C’è persino un mio collega che non crede a Wikileaks perché… sul loro sito non si parla di ufo! Va bé, forse è un po’ tarato ma, lui è convinto che esistano e siano tra noi… per cui spera davvero di trovare un qualcosa di ufficiale che confermi il suo mito.

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