Come rimuovere la protezione Adobe DRM dagli ebook?

È semplicissimo. Basta una ricerca Google della durata di 0,22 secondi. Ci sono soluzioni gratuite e persino software a pagamento che si occupano di farlo. Per eseguire la procedura, il libro deve essere acquistato e il pc deve essere autorizzato alla lettura, ma, una volta rimossa la protezione, inutile dirlo, il libro è distribuibile (illegalmente…) su p2p e fruibile su qualsiasi computer o lettore ebook.

Le protezioni per la tutela del diritto d’autore sui libri non piacciono a nessuno, in particolare l’Adobe DRM. Non piacciono ai lettori, abituati al libro cartaceo che una volta acquistato non ha di certo bisogno di un lucchetto per essere aperto. Per non parlare del fatto che, al momento, lo stesso libro deve essere acquistato più volte a seconda del dispositivo che si usa per leggerlo. Non piacciono agli autori, che sanno che può essere rimosso con facilità e non si sentono tutelati da un sistema macchinoso che come presupposto ha la sfiducia nei confronti dell’acquirente. Forse non piacciono nemmeno agli editori, ma al momento non vedono altra possibilità.

Dicono che Apple ci abbia messo sei anni prima di abbandonare la protezione dei file musicali venduti su iTunes. Certo, nel frattempo ha venduto parecchi file protetti. E in contemporanea con il lancio dei file privi di protezione ha concesso alle case discografiche la possibilità di aumentare i prezzi di ogni canzone di circa il 30%. Quanto ci vorrà perché venga abbandonato l’Adobe DRM dagli editori? La mia opinione è che questo potrà avvenire quando un lettore standard si imporrà sul mercato. Per esempio il Kindle. In Italia non è ancora uscito, ma il boom degli ebook anche in Italia potrebbe essere legato alla disponibilità di questo dispositivo. Ridicolo, però, almeno secondo me, pensare a un ulteriore aumento del prezzo degli ebook. Io mi sento fortunata, perché il mio romanzo viene venduto a 6,99 euro, ma non è raro trovarne proposti a 15 euro o più!

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14 pensieri su “Come rimuovere la protezione Adobe DRM dagli ebook?

  1. Brutto mondo quello dei DRM… più che altro perché hanno l’unico scopo di far soffrire chi è onesto e compra, mentre non infastidiscono neppure un’attimo chi sceglie il peccato e il download illegale.
    La cosa ideale è il social DRM, ogni copia venduta ha sopra il nome di chi l’ha comprata, ma non ha limitazioni. Un po’ come se io scrivessi il mio nome sui libri che presto… un modo per essere più o meno sicuro che poi, un giorno (anche lontano), possano tornarmi indietro.
    L’illegalità va combattuta per proteggere i diritti degli artisti, ma non va assolutamente fatto danneggiando chi cerca di fare le cose nel modo giusto.

    Domanda: Cosa accadrà quando i DRM verranno modificati a una versione 2.0 non compatibile con l’ebook reader che ho comprato? Dovrò comprare un nuovo ebook reader perché il mio (pur funzionando bene) è diventato obsoleto? Per ora non è mai accaduto ma…

    Ti lascio un po’ di link interessanti sulla questione:

    http://ehibook.corriere.it/2011/08/in_vacanza_con_lebook_vicissit.html
    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=285&ID_articolo=82

    Sono interessanti anche i commenti, che mostrano la varietà di pareri che circolano oggi giorno nel nostro paese.
    E’ interessante anche questo post, di un ragazzo che si autoproduce e ha messo in vendita un ebook a 1,99 euro… e dopo qualche mese se l’è ritrovato sui canali p2p nonostante il prezzo bassissimo.

    http://mcnab75.livejournal.com/431203.html

    Pure io avevo scritto qualcosa al riguardo:

    http://31ottobre.blogspot.com/2011/02/drm.html

    Ciau
    Glau

    • Grazie mille per i link, Glauco! In effetti è stato l’articolo del Corriere a spingermi ad approfondire la questione sull’Adobe DRM. L’impressione che ne ho ricevuto è di un sistema studiato male e che funziona peggio. Il social DRM fa paura perché come sottolinei chiunque può ridistribuire il materiale su p2p senza, di fatto, subire alcuna conseguenza. Mi accodo a chi pensa che solo una riduzione drastica dei prezzi possa stroncare la pirateria sul nascere.

  2. E’ anche per questo che ho grossi dubbi sull’ebook. Ho comprato un galaxy tab della samsung perché molto spesso leggo su video e il pc mi stanca (devi stare seduta, anche se hai un netbook non puoi leggere da pc in coda alla posta ecc ecc), con i file in pdf che mi mandano (a volte le CE, altre volte per “lavoro” da un forum che frequento) mi trovo benissimo con il mio tab. Ho anche scaricato (legalmente) qualche epub leggendolo comodamente sdraiata sotto l’ombrellone! Inoltre ho la cattiva abitudine di scaricarmi (illegalmente) i libri che ho già in versione cartacea! Sono ovviamente più comodi da portare in giro!
    Però i prezzi degli ebook sono esorbitanti! Per un’amante della lettura come me l’ideale sarebbe vendere l’ebook insieme al cartaceo! Pago 18€ (o 6, o 12, o 15€) e, con un codice, posso scaricarmi anche l’ebook. Chi vuole solo l’ebook, però, non può pagare solo un briciolo di euro in meno del cartaceo, e quando se lo ripaga l’ebook reader? Insomma la crisi c’è, bisogna far qualcosa per aiutare anche l’editoria e tutti coloro che vorrebbero sostenerla!

    Non so se sono stata abbastanza chiara, perché sull’argomento ho molti dubbi, e quindi non so bene come spiegarmi!

    Ciao Barbs,
    F.

    • Quella della vendita di un libro cartaceo in abbinamento al relativo ebook mi pare eccellente. Io che amo il libro tradizionale ma che mi sono appena convertita anche al lettore ebook (più perché si tratta di un regalo ricevuto) continuo a comprare libri a profusione e non mi dispiacerebbe averli entrambi, senza dover rinunciare al libro tradizionale in funzione dell’ebook. 15/20 euro per un libro di carta, che un oggetto di culto a sé, sono disposta spenderli, ma 10 euro per un ebook soltanto mi sembrano già troppi. Speriamo che qualche editore abbia già avuto l’idea o che se ne lasci ispirare.
      Ciao

      • Ciao Cristina, scusa per il ritardo nella mia risposta. Per tanti motivi, soprattutto lavorativi, sono rimasta lontana dal blog. Apprezzo il fatto di poter avere molti libri in un unico lettore, da lettrice compulsiva prediligo sempre e comunque il contenuto al mezzo su cui leggere. Però anch’io amo i libri tradizionali, e spero di non dover rinunciare mai al piacere della carta stampata. Al momento la questione dei prezzi è secondo me sbilanciatissima: gli ebook costano clamorosamente troppo. Ci sono in giro best seller addirittura al costo di 14 euro, e credo che il motivo sia da imputare alla necessità di smaltire le copie stampate. Quando la diffusione dei lettori sarà capillare, penso che le tirature si abbasseranno, e di conseguenza anche i prezzi degli ebook, e una parte consistente delle vendite avverrà tramite il canale digitale. Diciamo che secondo me, per ora, i tempi non sono ancora maturi ma ci sono buone possibilità che entro un paio d’anni la situazione cambi. 10 euro per un libro che non “possiedi”, secondo me per allora saranno troppi, e la maggior parte dei titoli dei grandi editori si assesterà intorno ai 7-8 euro. Un abbraccio!

  3. se gli ebook in italia costano tanto dobbiamo ringraziare i nostri politici,mentre sui libri cartacei l’iva è del 4% sugli ebook è del 21%, 5 volte di più…
    sommate a questo 21% tutte le altre tasse a cui è sottoposto chi produce e vende il libro ossia irpef,irap,contributi,commissioni di negoziazione ecc…paradossalmente si è fortunati se all’autore rimane un 12% netto sul prezzo di vendita,quindi è normale che in italia gli ebook abbiano prezzi così alti.
    per quanto riguarda le copie piratate sui p2p penso sia grave,ma penso anche che se un libro è scritto bene ed è interessante si riesca cmq a vendere molte copie,c’è quasi 1 miliardo di possibili acquirenti sul web ,esisteranno anche quelli onesti…
    Per quanto riguarda la protezione drm penso sia totalmente inutile, primo perchè su google ci sono migliaia di siti che spiegano come toglierla e secondo perchè rende difficile la fruizione

    • Be’, non è solo una questione di iva (che è comunque una grandissima idiozia, al pari della tassa di concessione governativa per i titolari di abbonamento del telefono cellulare). Un ebook proposto a 2 euro + iva costerebbe 2,21 euro. Certo, con l’iva all’aliquota giusta starebbe a 2,04. Ma un libro venduto in ebook a cifre tipo 10 euro o più, quello è un prezzo semplicemente fuori mercato, che sembra messo apposta per scoraggiare l’acquisto del volume in formato elettronico. Del resto, in Italia il mercato dei lettori si aggira intorno ai 3 milioni di persone, se non ricordo male. La maggioranza dei quali non prenderà mai nemmeno in considerazione l’acquisto di un lettore di ebook. Gli acquirenti dei lettori ebook sono utenti già informatizzati e quindi più propensi alla pirateria. Inutile girarci intorno: i sistemi chiusi, per quanto siano fastidiosi, tipo Kindle e Apple, sono gli unici che garantiscono sussistenza agli autori e agli editori.

      • se non sbaglio i nostri “geniali” politici italiani hanno fatto anche una legge per cui il prezzo degli ebook non può essere inferiore di più del 30% rispetto al relativo libro cartaceo…
        devo ancora capire che differenza c’è tra il regime di gheddafi e quello di berlusconi,qualcuno me lo sa spiegare?
        si salvaguardano sempre e solo gli interessi delle lobby.

      • sapevo che questa clausola del 30% è diventata la normalità nei contratti di edizione, ma non credo sia per legge. però è assolutamente vero: la politica salvaguarda gli interessi delle lobby, è sempre stato così, è così in paesi più civilizzati di noi (vedi usa) e sarà sempre così.

  4. la cosa che mi fa ridere dell’italia è che dall’america ha ereditato solo i lati negativi tipo la “flessibilità sul lavoro” e la cafonaggine delle trasmissioni televisive dove nei talk si urla e ci si picchia per fare ascolto….trascurando tutto ciò che c’è di civile e creativo in america e che la rende la patria dei self-made-man,dove le ingerenze dello stato sulla vita delle persone è bassissima,le tasse sono bassissime e chi vuole avviare un’impresa non perde anni in permessi e burocrazia, in italia si nasce figli di operai e si muore da operai.

  5. barbara mio cugino a 35 anni insegna geofisica alla austin university in texas, se fosse rimasto in italia dopo la laurea non sarebbe diventato professore universitario neanche a 60 anni

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