L’abolizione dello sconto sui libri ci conviene davvero?

Sono stata assente per un po’ dal blog, e uno dei motivi è senz’altro l’uscita del mio nuovo romanzo, che tra pochi giorni sarà presentato a Bologna alla Fiera del libro per ragazzi. Si tratta di «Un sogno lungo un’estate», pubblicato da Einaudi e disponibile in libreria dal 13 marzo. Ma di questo parlerò più avanti, presumibilmente la prossima settimana.

L’occasione per scrivere questo nuovo post mi è offerta da un articolo che ho letto questa mattina sul Corriere della sera, in cui l’editore Fiorenza Mursia lancia l’allarme sul mercato del libro: come resistere all’assalto dei giganti stranieri Amazon, Apple, Google?

L’articolo mi ha fatto riflettere, una volta di più, sulla situazione (e l’atteggiamento) dell’editoria italiana, e sulla mentalità dei nostri imprenditori in generale.

Da lettrice e acquirente di un’infinità di libri, mi sono fatta una mia personale idea sul funzionamento del mercato del libro, che sicuramente è infinitamente più complessa di così, ma è questo il lusso delle opinioni, si può semplificare. L’editore (piccolo, medio, grande) in genere mette in vendita le novità al prezzo più elevato a cui i lettori che dovrebbe attrarre sono disposti a pagarle. È una delle regole basilari del mercato. Questo, allo stesso tempo, permette di recuperare più in fretta i costi, e di circondare l’oggetto «libro» di un valore aggiunto, dato dal fatto di essere – diciamocelo – un po’ caro. A pensarci, è lo stesso metodo applicato da Apple per rendere più desiderabili i suoi oggetti tecnologici: sono belli e hanno fantastiche interfacce, ma costano cari.

Per i lettori dal portafoglio un po’ più sguarnito, ci sono sempre le edizioni economiche, a patto di aspettare parecchi mesi (certi casi anni, spesso non escono neppure), o i libri usati. Questo mette gli editori nella condizione di mantenere il coltello dalla parte del manico: il lettore accetta le condizioni o a resta a bocca asciutta. Questa situazione si è estremizzata dopo l’approvazione da parte del nostro parlamento della norma che limita lo sconto sui libri.

Il risultato? Le vendite sono crollate. Colpa della crisi? Non solo, secondo me. Il fatto è che questo meccanismo è stato collaudato per decenni, e finché non sono state proposte alternative funzionava bene. Poi, però, le alternative sono arrivate, e con lo sbarco di Amazon in Italia anche noi ci siamo abituati all’istante ai forti sconti anche sulle novità, abitualmente praticati oltreoceano. Dal punto di vista degli editori, il cambiamento di mentalità richiesto è stato epocale, almeno quanto lo scoprire l’esistenza del libro elettronico: non erano più gli unici in grado di determinare il valore sul mercato di un libro. Con il rischio, per loro, di dover stravolgere le strategie commerciali. Io stessa, dopo l’approvazione della legge, mi sono trovata ad acquistare MOLTI meno libri.

Oggi arriva questo articolo, nel quale si auspicano nuovi metodi per contrastare l’avanzata dei colossi americani che – si legge – hanno a disposizione capitali infiniti, dimenticando che tutte e tre le compagnie citate: Amazon, Apple e Google, sono nate con pochi soldi, un’idea forte e la voglia di realizzarla.

Credo che in Italia il mercato librario sia sull’orlo di una rivoluzione che sconvolgerà tutto, questa volta per davvero. Credevamo che l’ago della bilancia sarebbe stato l’ebook, ma secondo me non è così. L’ebook può aver fatto la differenza nei paesi anglosassoni, ma la vera guerra per i lettori, in Italia, si combatterà sul prezzo del libro. Perché, diciamocelo, la situazione che ci siamo creati non sta soddisfando nessuno, né i lettori, né gli editori.

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10 pensieri su “L’abolizione dello sconto sui libri ci conviene davvero?

  1. Diciamo che l’ebook “dovrebbe” essere l’ago della bilancia, in quando “dovrebbe” costare meno della copia cartacea (cosa che in Italia spesso non avviene, magari per colpa dell’editore, magari per colpa di una tassazione ingiusta che vede l’ebook come software – 10% – e non come libro – 4%. Ma qui, il governo Monti, ha promesso di risolvere la questione).

    Alla fine è il prezzo, come tu giustamente affermi.

    Cito un caso accaduto domenica scorsa. Entro alla Feltrinelli. Vedo un libro interessante. Prezzo di copertina 10 euro. Prendo il mio kindle, verifico in diretta sullo store. Il libro c’è. In formato ebook costa poco più di 4 euro. Secondo te dove ho comprato il libro? Su Amazon… e in pochi secondi l’ho ricevuto sul mio kindle, pronto per essere letto. ^^

    Come per tutti i prodotti… il prezzo è ciò che fa il mercato.

    Una piccola parentesi su Apple. I prodotti Apple costano cari perché contengono tecnologia a iosa. Noi siamo soliti paragonare un prodotto Apple con ciò che della concorrenza si vende nei supermercati ma… dovremmo stare più attenti ai dati tecnici. Faccio un esempio:
    Un Acer Ultrabook 13″ costa 1565 euro
    http://www.pixmania.com/it/it/11174649/art/acer/ultrabook-ci5-2467m-qwert.html
    Un MacBook Air 13″ analogo costa 1512 euro
    http://store.apple.com/it/browse/home/shop_mac/family/macbook_air/select

    Come vedi… a fare le cose fatte bene, il prezzo si alza.
    Ma è ovvio che è possibile portare a casa un portatile fatto di plastica e che pesa 3kg a 400 euro ^^

    • sono d’accordo con te, glauco, anche se la questione ebook in italia viene procrastinata a data da destinarsi per due ragioni: la scarsa propensione all’elettronica della maggior parte dei lettori, e il cartello eretto dagli editori per proteggere il libro stampato. mi permetto di dissentire sulla questione apple, dato che il costo industriale di un ipad (parlo prima del lancio dell’ipad3) è di circa 260 dollari, mentre il costo industriale di un kindle fire è di 210 dollari, eppure il primo costa al pubblico 500 dollari, il secondo meno della metà (e sappiamo che amazon non ci guadagna dalla vendita dei tablet, perché conta di guadagnare sui contenuti). non mi pare interessante il paragone sul prezzo degli ultra portatili perché la questione ultrabook è un campo limite della tecnologia in cui i costi di produzione sono ancora troppo alti per mantenere artificialmente alto anche il prezzo del prodotto (ricordiamo invece i tower dual core di apple venduti a 2.500 euro). ma quella sui prezzi apple, secondo me, è una polemica poco interessante

  2. cosi la gente legge prima in versione elettronica, decide se il libro piace e poi lo compra, cosi almeno alberi finiranno per diventare buoni libri (una cosa soggettiva). Prima invece si compravano molti libri, leggevano pochi e il resto finiva per diventare “un ferma carte” o altro. E poco importa se la nostra avarizia ci costa come minimo un albero al giorno.

  3. e poi cosi, uno che trova il coraggio e soldi per comprare un libro, hai voglia, che lo finisce tutto, anziché dire dopo qualche pagina che non lo soddisfa, senza aver capito di cosa parla veramente il libro

    • be’… questa è un’altra storia! sui motivi per cui spesso gli editor accettano di pubblicare libri mediocri ci sarebbe da scrivere centinaia di post

  4. l’ebook a pagamento è una aberrazione

    gratuito sì, a pagamento mai, è sempre da rifiutare e avversare con ogni mezzo lecito (facendo fallire chi crede di poter spillare soldi ai lettori deboli)

    solo il libro di carta ha dignità libraria

    un libro (vero) di carta, quando lo compri:

    – diventa tuo (intendo dire: *di tua proprietà*)
    – puoi disporne a tuo piacimento (prestarlo a chi vuoi e quante volte vuoi)
    – puoi fotocopiarne parti se ti serve averne una o due pagine dietro
    – puoi RIVENDERLO USATO

    mentre con l’ebook a pagamento queste cose non te le fanno fare

    il tentativo di propinare alla gente, al pubblico dei *lettori deboli* l’ebook a pagamento, fa parte di un disegno IMMORALE volto a eliminare il MERCATO DELL’USATO

    per poi poter taglieggiare la gente e imporre prezzi anche decuplicati per gli ebook a pagamento, non essendoci un mercato degli ebook a pagamenti usati

    ecco perché lo sciopero dell’acquisto di ebook a pagamento è un dovere civico

    quando i principali ebookisti a pagamento andranno falliti per mancanza di esborsatori di danaro, gli ebook saranno SOLO GRATUITI e costituiranno la versione gratuita che pubblicizza il libro vero

    non si potrebbe auspicare uno scenario migliore per i lettori….

    ma se continuerete a dar soldi agli ebookisti a pagamento, forse in un futuro, si avvererà la fantasia di Fahrenheit 451 e le squadre di vigili del fuoco vi entreranno in casa bruciandovi i libri veri che potrebbero alimentare il mercato dell’usato e ridurre i lucrosi guadagni degli ebookisti a pagamento

    pensateci bene!!!

  5. si paga per l’oggetto libro, non per un file

    avere l’ebook gratuito e non a pagamento, permette una spesa mirata, di un libro vero di carta che non può scomparire da un momento all’altro (vedi amazon e la cancellazione per errore da tutti i kindle di 1984 di orwell), quanti non comprano che comprerebbero, avendo i soldi, se potessero avere l’ebook gratuito… tutto un potenziale pubblico interdetto dall’ostinazione degli editori che ricercano il monopolio

    i proventi della vendita di ebook a pagamento sono prossimi allo zero (come è normale che sia) e non procurano alcun ritorno significativo; non è onesto far credere che l’ebook gratuito rovini chi scrive, egli ne avrà un grandissimo vantaggio sulle vendite dei libri veri, assodato che il tentativo di vendere gli ebook, non è solo immorale, ma antieconomico

    si tratta di farsi un pubblico (e con l’ebook gratuito è a costo zero, poiché quell’ebook gratuito sarà scaricato, condiviso, messo su emule, sui torrent, ecc… e attraverserà il mondo e si farà pubblicità molto più efficacemente e pervasivamente di qualsiasi campagna pubblicitaria che costa e che non è alla portata di tutti)

    poi quel pubblico, una volta fidelizzato, se esso può spendere, spenderà volentieri, piacendogli il libro, per acquisire la proprietà del libro vero

    gli editori ottenebrati dal lucro possono anche non comprendere che l’ebook gratuito rende infinitamente di più di quando si cerca di far pagare lo stesso file (con restrizioni magari) a più persone, ma individui liberi di pensare non possono cadere nello stesso errore:

    avete sentito di quel cantante di musica leggera che piagnucolava tempo fa perché il disco non si vendeva? succedeva perché non c’era ancora un numero di link alternativi a quelli al momento inaccessibili di megaupload, senza tutta quella immensa pubblicità gratuita, senza la pervasiva presenza ed il passaparola online, senza la prova preliminare, la gente, specie se i soldi scarseggiano, non compra a scatola chiusa

    ogni ebook di cui viene ostacolata la libera circolazione nuoce al successo ed alla vendita del libro vero (di carta) ed al benessere economico dell’editore e dell’autore

    un modo per ostacolare il successo di un libro vero (di carta) è ad esempio metterne in vendita l’ebok a pagamento, invece che diffonderlo gratuitamente

    avete mai sentito dire, da qualche vostro amico: “sai, io ho scoperto il tale o il talaltro fumetto… quanti anni erano che non lo leggevo! tanto mi sono riappassionato che mi cercherò tutti gli albi che potrò permettermi di comprare”

    ed egli acquista perché ne ha trovato copie condivise in rete; diversamente non avrebbe comprato

    come tutti sanno infatti

    1 download = una nuova potenziale vendita

    la bontà del COPYLEFT (praticato in Italia da Gaffi e da Eleuthera tra gli altri e sui cui siti potete scaricare gratuitamente e integralmente i libri che se vi piacciono e potete spendere comprerete) non ha bisogno di essere provata, del resto, basterebbe l’esempio di queste due solide e floride realtà editoriali che in un sol colpo

    combattono l’obbrobrio dell’ebook a pagamento
    traggono vantaggio immediato dalla circolazione dei loro testi

    e riconducono le pecore all’ovile, ovverossia i lettori, che il lucro di certi avidi editori sospinge lontano dalla tecnologia più indicata ed avanzata per la lettura: la carta

    nel pianificare la futura costituzione della nostra editrice, con gli altri soci, questo abbiamo pensato: che solo adottando il copyleft, solo facendo scaricare le versioni digitali gratuitamente dal sito dei nostri libri, non avendo soldi da sperperare in pubblicità, potevamo far profitti e crearci un pubblico e nello stesso tempo combattere la barbarie dell’ebook a pagamento, vendendo i libri veri di carta

    il potere d’acquisto non è infinito; allargando il pubblico si allarga la cerchia dei potenziali acquirenti. quelli che non possono spendere ora, forse spenderanno in futuro se possono avere l’ebook gratuito per valutare, mentre non comprerebbero neppure avendo i soldi se gli si mette l’ebook a pagamento

    quel che si paga, deve aver valore, o, il che è più corretto, un pluslvalore, il qual deriva dal lavoro che l’industria o l’artigiano aggiunge alle materie prime dell’oggetto

    chi ha già il file del dvd/cd, se può spendere, compra il supporto stampato perché ha la copertina, il box, perché un cd/dvd stampato dura di più ecc…

    chi non può spendere non comprerebbe comunque, ma se trova ciò che gli interessa, e lo ritiene attraente, forse conserverà i risparmi per acquistare il cd o il dvd ed ecco un nuovo potenziale compratore che prima non avremmo avuto

    passiamo al libro: vale lo stesso discorso: con la speciale considerazione che il libro è un prodotto altamente tecnologico che il 99% delle persone non può replicarsi in casa

    – la carta bouffant non gliela venderebbero al dettaglio in piccole quantità, perlomeno non ad un prezzo non esorbitante, (è quella ruvida che distingue la carta dei libri da quella usomano dei fogli per fotocopie)

    – la miglior stampante casalinga non stampa con la stessa chiarezza di quelle digitali/offset industriali

    – la rilegatura gli costerebbe un occhio, mentre comprando il libro di carta egli ha sia la carta che la stampa, che la rilegatura ad un prezzo infinitamente inferiore

    così, quando uno dopo aver dato una occhiata all’ebook gratuito del libro, avendo i soldi, decide di comprare il cartaceo, si vede bene come tutte queste cose assieme, con la convenienza di prendere l’oggetto già fatto e realizzato professionalmente, lo portino all’acquisto del libro stampato dall’editore

    non che in fondo gli ebookisti ignorino questi argomenti; ma poiché il disegno criminale è quello di privarci del mercato dell’usato, per detenere il monopolio e poter imporre i prezzi che preferiscono, senza la possibilità calmieristica di un mercato dell’usato, ecco la trovata degli ebook a pagamento. un monopolio per realizzare il quale, gli ebookisti a pagamento sono disposti a sopportare ingenti perdite iniziali con gli ebook a pagamento che pochissimo introitano, per poi ovviamente rifarsi alzando i prezzi ancor di più quando saranno sicuri che non una copia cartacea esiste più e potranno ricattare le persone sul prezzo.

    diciamo in coro NO. i lettori preferiscono i libri (quelli veri)

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