Il metodo crudele, intervista ad Alessandro Berselli

Un libro, due prefazioni. Vi sembra strano? Non avete letto il resto.
Perché Il metodo crudele è il libro più folle che ho letto nell’ultimo periodo. E io colleziono libri folli. Il linguaggio è quello delle mail, tutte dirette al professor Sigmund Crudele, che non manca di rispondere creando conversazioni che trasudano sense of humor, cinismo con una punta di surrealismo. Ma chi è codesto figuro?
Meglio chiederlo direttamente all’autore.
Vi è mai capitato, navigando su internet, di imbattervi in quei siti dove i medici rispondono a preoccupati pazienti su come abbassare il colesterolo o curare il fuoco di Sant’Antonio? In questo caso i pazienti sono schizofrenici, maniaci sessuali e fidanzate gelose e le risposte di un umorismo corrosivo, da gelare il sangue.
Oggi ospitiamo su Scritture barbariche Il cattivo, Alessandro Berselli per una sorprendente intervista in occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo Il metodo crudele (Pendragon) che avverrà domani, 11 aprile.

Che cos’è il Metodo Crudele? E come nasce?
Chi scrive dovrebbe essere disciplinato. Fare le cose che la gente si aspetta, dare continuità al proprio “agire artistico”. Poi però a un certo punto ti chiedi: ma davvero ho voglia di rispettare le regole? Non sono noiosi i precetti? Non è più divertente l’anarchia, seguire l’istinto, le pruderie del momento? “Il metodo Crudele” è un atto di ribellione contro me stesso, la rivendicazione della mia dark side cialtrona contro la bright side ufficiale. Un libro che parte da due presupposti e una domanda. Ovvero. Gli uomini pensano solo a quello. Le donne la danno via facile. Allora qual è il problema? Sessantanove (il numero non è casuale) disquisizioni sul sesso e zone limitrofe. Becero, irriverente, scorretto

Per te rappresenta una sorta di ritorno alle origini, vuoi parlarcene?
Lo so. Sono un essere disturbato. Lo sono sempre stato, già dai tempi di “Comix”, del “Costanzo show”, di “Giuda”. Poi sono arrivate le scritture nere e ho incanalato la mia visione grottesca delle cose relative all’umano agire in storie morbose, claustrofobiche, malate. Ma la voglia di ironia, di sarcasmo c’è sempre stata. Recuperarla non è stato faticoso. Volevo tornare a scrivere qualcosa di deliziosamente ignorante che riprendesse anche il mood della mia bacheca facebook. L’obiettivo era divertire e creare una sorta di BIBBIA per la folle umanità che la popola

Chi è Sigmud Crudele?
Un guru al contrario, la negazione del concetto di punto di riferimento. La gente si rivolge a lui per condividere e risolvere follie e in tutta risposta che cosa ottiene? Altra follia, altre domande. Nonsense, insulti, discese negli abissi del più raccapricciante disgusto. Non mi sono voluto fare mancare niente. Pazienti e dottore si confrontano in una disputa dove tutti perdono. Lettore compreso.

Sei molto attivo su internet, quanto c’è della realtà nel folle universo che ruota attorno all’ambulatorio virtuale di Crudele?
Facebook è un rischio e una opportunità. Un posto dove ogni giorno ti metti in discussione, scegliendo in quale modo vuoi porti nei confronti degli amici e dei lettori. Io credo i social network abbiano una funzione di servizio, dare informazioni su chi sei e cosa fai, soprattutto per quello che concerne la tua attività pubblica, ma anche rappresentare una sorta di sala giochi, un posto dove ridere, dialogare, scherzare, ragionare. La pazzia impera nella mia bacheca, e io ne sono solo in parte l’artefice. Dare dignità a questo brainstorming di menti deviate mi sembrava doveroso. Ed ecco “Il metodo Crudele”

Cattivo con Perdisa e ora il prof.Crudele. Critiche sociali neanche tanto velate per uno scrittore arrabbiato?
Non è mia intenzione fare sociologia con le cose che scrivo. Osservo la realtà e ne parlo, ma sono più interessato alle piccole storie che alle analisi delle masse. CATTIVO parla di un adolescente che è contro tutto quello che è ordine costituito. Non è un affresco di una generazione, è una storia privata, il racconto di un ragazzo colto nella sua individualità, non vuole riassumere il mio sguardo di adulto nei confronti dei giovani. Così come NON FARE LA COSA GIUSTA non è la fotografia del fallimento dei quarantenni, ma la caduta di “un” quarantenne, analizzato nella sua specificità. IL METODO CRUDELE irride quello che nei libri precedenti diventava motivo di narrazione sofferente. Due lati diversi dello stesso scrittore. Tutto qua

So che qualcosa di importante bolle in pentola. Vuoi parlarci dei tuoi progetti futuri?
Un romanzo che uscirà nella collana Open di Piemme nel 2014, ironico, grottesco, lontano sia dalla trilogia del male (Io non sono come voi, Cattivo, Non fare la cosa giusta) sia dal METODO. Ancora una volta ho preferito scrivere quello che avevo voglia di scrivere. Forse un giorno mi pentirò di non avere dato ordine alla mia vena, ma se devo essere scrittore posso esserlo solo così. Facendo quello che mi diverte fare.

Per saperne di più il sito ufficiale di Alessandro Berselli è http://www.alessandroberselli.it/

 

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