L’Inferno distopico di Francesco Gungui

Oggi voglio parlarvi di Inferno (Fabbri editore) di Francesco Gungui, scrittore per ragazzi ma anche editor della fortunata saga Multiversum, firmata Leonardo Patrignani.
Se dovessi definire il suo Inferno in poche parole scriverei: una storia di amore e coraggio. Sì, perché ce ne vuole tanto per andare spontaneamente “all’Inferno”, affrontare fiumi di lava, piogge di fuoco e creature mostruose per tentare di salvare la ragazza amata. E’ quello che fa Alec, il giovane protagonista di questo primo volume di quella che diventerà la trilogia Canti delle terre divise.

Con la scrittura asciutta e incalzante che lo contraddistingue, Francesco Gungui racconta una storia fantastica che al tempo stesso è a tutti gli effetti un racconto di formazione. Riuscirà Alec a trovare la sua Maj, imprigionata tra i dannati a causa di una falsa accusa, e scappare con lei dalla prigione di massima sicurezza più temuta del prossimo futuro?
Lo scoprirete solo leggendo. Ma intanto ho incontrato per voi l’autore  per una chiacchierata diabolicamente interessante.

1- Inferno, un titolo che accende subito un forte immaginario legato all’universo dantesco, ai gironi, ai lamenti dei dannati. Vuoi parlarci del tuo di inferno?
Inferno è la storia di un ragazzo, Alec, che si fa mandare all’Inferno per salvare la ragazza che ama, Maj. Una copia esatta dell’Inferno dantesco è stata costruita all’interno di un vulcano e Alec deve così attraversare i cerchi, sopravvivere alle macchine diaboliche che riproducono le punizioni del contrappasso, sfuggire dai cerberi e dalle arpie, ricreate attraverso l’ingegneria genetica. Siamo in un futuro prossimo nel quale l’Europa è diventata un’unica grande metropoli. A Europa le immagini dell’Inferno, filmate da migliaia di telecamere, vengono proiettate all’interno delle cattedrali trasformate in grandi cinema. Questa è più o meno l’idea folle che ho avuto…

2- Definirei il tuo ultimo lavoro, una storia d’amore e di coraggio. Tu come lo definiresti?
E’ sicuramente una storia d’amore, estrema. Sfidare l’Inferno per amore significa sfidare la morte stessa. Ed è vero, è una storia di coraggio, ce ne vuole per andare fino in fondo all’Inferno. Ma se parliamo di generi, mi piace rifiutare ogni etichetta fantasy e dire che il mio è un romanzo realistico che parla di fatti non ancora accaduti.

3- I tuo lavoro di editor influenza la tua scrittura?
Quando scrivo perdo i miei superpoteri da editor… Devo rimanere dentro la storia per viverla emotivamente. L’editor invece deve osservare la storia da una certa distanza. Sandrone Dazieri, il mio editor, è stata la mia guida, il mio Virgilio.

4- Qual è la tua visione del fantastico italiano?
Una giungla dove si possono trovare tesori, perle rare e mostri. Ci sono tante belle voci, talenti veri, o voci nuove che stanno maturando e hanno una storia vera da raccontare. Piuttosto che fare qualche nome mi taglio la lingua 🙂

 

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Un pensiero su “L’Inferno distopico di Francesco Gungui

  1. Il mito di Orfeo ed Euridice nell’Europa che sarà in una dark Disneyland. Sarebbe bello se Alec riuscisse a raggiungere l’uscita dopo aver fatto un patto con un animatrone infettato da un virus che lo ha reso senziente e pietoso ( nel senso di capace di pietas ) che gli ha fatto promettere di camminare un passo avanti alla sua bella senza guardarla fino a che non sarà all’esterno dell’inferno, ma il giovane è troppo innamorato e si volta quando ormai è sulla soglia e Maj è un cyborg la cui nanotecnologia non ha ancora terminato la cosmesi che la renderà umana. Mai dire Maj che, per l’emozione, si sgretola in una montagna di sali di silicio ( così da citare anche la vicenda di Lot e della sposa in fuga da Sodoma )…

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