L’informazione ci rende liberi

20140306-110739.jpg“L’informazione ci rende liberi”, questa è una delle prime cose che mi ha insegnato mia madre quando ero bambina e per guardarla negli occhi dovevo tenere il naso all’insù. L’informazione oggi fa spesso rima con disinformazione, i tg sono troppo attaccati alle sottane dei partiti, o trasmettono solo le notizie che fanno comodo perché i cittadini e il loro sdegno devono rimanere sotto controllo. E la televisione? Preferisce trasmettere programmi per azzerare il cervello piuttosto che raccontare storie di gente comune.

Il terremoto dell’Emilia è fatto di tante storie di gente comune, storie che a quanto pare non fanno notizia perché la stampa in poche settimane (o forse giorni?) si è dimenticata di noi. Dopo i primi momenti in cui i giornalisti stazionavano davanti ai monumenti simbolo dei nostri paesi, nella speranza che crollassero in diretta per alzare l’audience, l’Emilia non faceva più notizia. La sofferenza non faceva già più notizia.

Vergognoso che in questi ultimi due anni in cui i problemi non sono stati risolti e ci sono state catene di suicidi, sistematicamente ignorati, in cui molti non hanno ancora una casa e sono in affitto o in container e aspettano fondi promessi e mai arrivati per rimettersi in piedi e rimettere in piedi la propria azienda, sia passato in televisione soltanto un servizio a riguardo. E chi l’ha trasmesso questo servizio sia stata Striscia la notizia. Sì perché in Italia l’informazione non la dà il Tg ma quelli di Striscia, tra un servizio sulle Vip rifatte e uno sulle papere con protagonisti bambini che cadono o politici “attapirati”.

Ora, finalmente la trasmissione La Gabbia su La7 si è interessata alla situazione. E’uscito un video in cui a parlare sono i cittadini. Cittadini che raccontano la loro storia e gridano la loro rabbia. Un servizio girato tra San Felice, Cavezzo, Rovereto e i paesi più colpiti dal terremoto, in cui si parla dei suicidi, della situazione difficile di chi è inondato di tasse e sta ancora aspettando quei fantomatici fondi. Non mi meraviglia che sia passato quasi del tutto inosservato. In questi giorni si è parlato tanto (troppo) della Grande bellezza di Sorrentino. “E’ un capolavoro!”, “No, cosa dici? Per me è una cagata pazzesca”. E intanto di quelli dell’Emilia non frega niente a nessuno.

In questi anni ho pregato tante volte di diventare cinica, di imparare a voltarmi dall’altra parte e dire “Cosa mi arrabbio a fare? Tanto, comunque, non cambia niente”. Il fatto è che non ci riesco. Conterà poco ma questo articolo è per dar voce alle storie di chi ha perso l’azienda e una fetta di speranza sotto le macerie, a chi si è tolto la vita per gridare al mondo un disagio.

Condividiamo, parliamone, perché voglio credere ancora, come quando ero bambina, che l’informazione ci renda liberi.

Ecco il link al video in questione: http://sulpanaro.net/2014/03/04/video-roma-salva-i-terremotati-no-la-trasmissione-tv-de-la-7-che-passa-a-san-felice-bastiglia-bomporto-albareto-cavezzo/

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3 pensieri su “L’informazione ci rende liberi

  1. Non so che dire… Però, se “La Gabbia” ne ha parlato recentemente vuol dire che qualcuno ha ascoltato il silenzio degli innocenti.

    A ogni modo… prova a chiedere in giro… molti sono convinti che “il problema del terremoto in Emilia è già risolto ed è tutto a posto, mica come a L’Aquila”. Probabilmente è pure un po’ vero ma… va be’. 😦

  2. purtroppo è sempre la solita storia, Barbara: ai tg passano nani e ballerine e guai se qualcuno prova a far presente che la realtà non è tutta rose e fiori, e che le magnifiche sorti e progressive forse non sono così magnifiche: ti danno subito del disfattista nel migliore dei casi e nel peggiore del terrorista. Se l’italia è al 70esimo posto nel mondo per libertà di informazione, un motivo ci sarà: nel mondo anglosassone la stampa è il cane da guardia della Democrazia….in Italia invece è il cane da riporto del Potere. tieniti stretta la tua capacità di indignarti: se non ci giriamo dall’altra parte, è segno che non hanno vinto loro. Non ancora 😉

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