Gli adolescenti, una categoria meritevole di rispetto

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Su Soft revolution ho letto un bell’articolo sui giovani di oggi.
Basta smontarli, dire che sono superficiali, basta giudicare in modo affrettato e puntare il dito. Forse molti adulti non ricordano quando erano adolescenti e gli adulti li giudicavano con la stessa superficialità che oggi loro riservano alle nuove generazioni.

Forse la crescita è direttamente proporzionale al qualunquismo? Diventando adulti ci si appropria di frasi fatte come “I giovani d’oggi non hanno valori”, “Se non fai sesso, per i quattordicenni di oggi, sei una nullità.”
E io mi chiedo: per chi valgono queste frasi? Li conoscete uno a uno questi fantomatici giovani d’oggi per cui valgono queste perle di saggezza?

Non si può generalizzare. Grazie al mio lavoro mi trovo a stretto contatto con gli adolescenti delle scuole medie e superiori. E spesso sono io a imparare da loro. Sono fragili, emotivi, sognatori, timidi. Ecco come sono la maggioranza dei ragazzi che vedo seduti nei banchi delle scuole. E provate a dire? Molti di loro da grandi non vogliono fare i calciatori o le veline, ma i giornalisti o gli scrittori.

Ogni essere umano è un universo di esperienze diverse e porta con sé un bagaglio di gioie e dolori, educazione e sbagli. Ed è così per quanto riguarda il vivere la vita, o il sesso, o qualsiasi altro valore. C’è chi fa sesso a quattordici anni in cambio di una ricarica del telefono? Sì, ma c’è anche chi aspetta la persona giusta e a quattordici anni non ha ancora dato il primo bacio, ma di questi adolescenti nessuno parla in articoli dai titoli altisonanti, perché non fanno audience.

Condivido una frase dell’articolo di Soft revolution che ha dato il via a questa mia riflessione: “C’è una scena ne Le vergini suicide – il romanzo di Jeffrey Eugenides e il film di Sofia Coppola – che mi torna spesso in mente. In una stanza d’ospedale, la più giovane delle sorelle Lisbon dialoga con un medico di mezza età. Cecilia è reduce dal suo primo tentativo di suicidio e siede apatica sul letto, mentre egli le fa presente che è troppo giovane per conoscere le oscurità che possono spingere un adulto a togliersi la vita.
Evidentemente, dottore, lei non ha idea di che cosa significhi essere una ragazza di tredici anni, gli risponde Cecilia”.

E voi, ve lo ricordate che adolescenti eravate?

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