Uno sguardo su Frida Kahlo

10276461_10204002072040531_665238239_nIl mio amore per Frida Kahlo nasce da un libro: il suo diario personale che l’ha accompagnata negli ultimi dieci anni di vita. Ci sono parole mescolate ad acquerelli, grida di dolore che si confondono con autoritratti e disegni vivaci. Dentro c’è vita e morte, amore e distruzione, passione e dolore. Dentro c’è la storia di una donna.

Per la sua rubrica Arte in ogni dove, Cecilia Civardi parla proprio di questa artista, in concomitanza con la sua mostra romana. Anche il suo incontro con Frida nasce da un libro che si è trasformato in una storia d’amore.

“Ci sono diverse mostre, diversi luoghi, diversi palazzi che potreste visitare durante questa calda primavera. Ma Roma, con la sua spettacolare cultura, ospita un personaggio che ne vale la pena. La passione che rivolgo a quest’artista è nata tantissimo tempo fa, grazie a mia madre e a un enorme libro illustrato. Guardare i suoi quadri per la prima volta, senza conoscerne i retroscena mi sembrò sbagliato, inutile, spoglio. Nell’esatto istante in cui percepii che quella pittura era più profonda di uno sguardo semplice, mi appassionai. Decisi di approfondire, di capire cosa si celasse dietro quelle coinvolgenti immagini. È forse per questo che ci tengo a esprimere ciò che mi ha fatto sentire, provando a coinvolgere anche le menti più lontane. Recarsi a questa mostra o semplicemente incuriosirsi nei suoi confronti penso possa essere istruttivo ed emozionante, soprattutto se spiato da un certo punto di vista.

Desiderio, angoscia, dolore, passione. Sensazioni che accompagnano la mostra di una delle figure più rilevanti del Messico del XX secolo. Frida Kahlo torna in Italia per raccontarci nuovamente la storia di una vita dedicata alla pittura, alla patria, alle passioni della vita. Fino al 31 Agosto si terrà la mostra dedicata a lei alle scuderie del Quirinale a Roma, mentre in seguito una seconda mostra la vedrà partecipe con il compagno Diego Rivera a Genova.

10270205_10204002056680147_1629824308_nCosa la differenzia da un qualsiasi altro pittore, scultore o artista è semplicemente il suo modo di approcciarsi all’arte e subordinatamente anche alla vita. Frida non solo dipingeva, ma faceva sì che la pittura la salvasse dal suo dolore, raccontandolo con parole che lei non aveva. Questo legame imprescindibile nacque a seguito di un brutale incidente in cui si trovò coinvolta e che la costrinse a letto per diversi mesi, procurandole danni permanenti. Non potendo giocare in strada o vivere la spensieratezza che le era stata tolta, Frida iniziò a dipingere piccoli fiori e fantasie sul gesso. Il padre le procurò una tela e alcuni colori per aiutarla a scappare dalla cruda realtà, per lasciarle quell’unico svago bambinesco.
Cosa fece Frida con quella tela poi, è del tutto singolare.

Iniziò a creare autoritratti del tutto singolari, fondendo esteriorità e interiorità all’interno di realistiche immagini. La forza della sua pittura risiede nel presentarsi senza sforzo. Pennellate fluide si liberavano dalla sua persona come parole, scorrevoli, limpide. Rappresentava se stessa e il suo animo con la leggerezza di chi non ha paura di essere vissuto, scoperto.
Attraverso i quadri di Frida si può ricostruire una vita dedita alle passioni.

10154864_10204002072120533_934287243_nLe due Frida, quadro del 1939, rappresenta perfettamente la visione che aveva di se stessa e soprattutto quella che voleva avessero gli altri. Lo sfondo è enigmatico, dispersivo, solitario, accentua l’attenzione sulle due figure. Questo quadro è una riaffermazione della sua immagine, un racconto a braccia aperte. La prima figura, vestita in modo tradizionalmente messicano riporta alla vicinanza con la sua cultura ed il legame ormai precario con il marito Diego Rivera. Affianco una donna uguale,  ma totalmente cambiata, racconta la lontananza e l’esperienza europea. Il fulcro del quadro è nelle mani, nel legame stretto e saldo che mantiene in equilibrio un passato ed un presente in un’unica opera.
I pesanti cuori sono uniti dalla stessa vita, ma mentre da una parte si salva, dall’altra pungenti formici la minacciano, per mettere fine al dolore o forse per ricordarlo.

Il rapporto con il marito Diego sarà una nota dolente per tutto il corso della vita di Frida. Un amore travagliato, minacciato da continui tradimenti. Sarà Diego a introdurla nella vita politica messicana e soprattutto a esporla come artista emergente. La pittrice rappresenterà spesso il marito nei suoi lavori, molte volte in medaglioni o in piccole forme geometriche.
images (4)Oltre che come pittrice, Frida, esordirà anche come importante figura politica a favore del partito comunista. Importantissima figura femminista porterà avanti i suoi diritti come ogni cosa nella sua vita, con forte determinazione, ideali, passione. Amalgamando tutti i suoi sensi come in un mare di emozioni. Ciò che gli occhi vedevano, le parole non sapevano raccontare, la mano sapeva creare.

“L’angoscia e il dolore. Il piacere e la morte non sono nient’altro che un processo per vivere” così sintetizzava lei stessa tutte le emozioni e i dolori che la vita le mise davanti. L’arte che questa donna fece, non sopravvive al tempo solo per la sua inestimabile resa artistica ma ancor di più per l’incredibile figura che le stava dietro.

Salvata dall’arte, Frida decise di dedicare la propria vita a essa, senza superbia, senza pretendere né accettare la fama. La centralità di vivere un’arte povera risiede nell’assoluta realtà che gli sta dietro. Senza conoscere la vita della pittrice non si potrebbe che ammirare i suoi quadri. Conoscendola si possono invece capire, vivere, si può essere travolti dal dolore e dal piacere di una vita non nostra. La sua pittura non è fredda, sanguinosa, organica triste, come potrebbe apparirci a un primo sguardo, bensì è un’esplosione di realtà.

10299503_10204002072080532_300165389_nHenry Ford Hospital rappresenta Frida sdraiata in un enorme letto, dopo il secondo aborto, circondata da figure simboliche. Questo quadro ci racconta di una donna senza vergogna, di una donna circondata dalla solitudine. A terra, un’orchidea appassita regalatale da Diego a simboleggiare una sensualità inutile, fugace.
La scena è pervasa da un senso di nullità, di vuoto, la figura sembra quasi fluttuare.

Penso sia inutile raccontare l’intera biografia di un personaggio così singolare. Ognuno di noi dovrebbe approcciarsi personalmente a questo tipo di arte, traendone qualcosa, lasciandosi insegnare dall’audacia. Frida Kahlo è una figura centrale nella Storia dell’arte forse più per quel che ha avuto il coraggio di creare che per quello che ha creato. Dopotutto  i quadri vengono spostati di mostra in mostra per insegnarci a guardarli e per capire che ogni pennellata può raccontare una storia”.

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