Spazio profondo

Copertina Spazio profondoSpazio profondo. Numero 337 della serie di Dylan Dog. Un numero importante perché inaugura la “fase Due” di cui tanto si è tanto parlato nell’ultimo anno.

Uscirà il 27 settembre nelle edicole di tutta Italia, ma ho avuto il piacere di leggerlo in anteprima, con la fortuna di farlo a mente libera, senza anticipazioni antipatiche che raccontano per filo e per segno la trama rovinando la sorpresa al lettore.

Ho letto Spazio profondo senza sapere nulla dei personaggi e delle dinamiche, come una lettrice storica dell’Indagatore dell’incubo che va a trovare un amico e trova abbandonato su una mensola un numero che non ha ancora letto, attirata dalla sua copertina fotonica. L’ho letto d’un fiato come mi è successo le prime volte con le storie di Scavi, quelle che se le iniziavi poi non riuscivi a smettere di leggerle neanche se la casa prendeva fuoco o tua madre gridava che la cena era pronta ed eri a digiuno dal primo pomeriggio.

Non vi anticiperò nulla sulla trama. Che sia ambientata nello spazio lo si evince già dal titolo, ma lo spazio in questo caso non è solo un luogo fisico. È un luogo della mente, il posto per eccellenza dove gli incubi proliferano e non puoi fuggire.

L’inizio della “fase Due” è stata preceduta da alcune polemiche. I (pochi) detrattori fanno molto più rumore dei (tanti) lettori che non vedono l’ora di vedere cosa ci riserverà questa nuova epoca dylaniata. Le polemiche, perlopiù strumentali, si concentrano sul gridare allo scandalo perché sono stati promessi dei cambiamenti.

“Bloch andrà in pensione, ma come si fa?” ha commentato qualcuno. Anche il mio babbo tra qualche anno andrà in pensione. È la vita! E Dylan Dog è vivo più che mai.

Nessuno dei commentatori si è concentrato sulla cosa più importante: la fase Due vuole dare al lettore belle storie. Storie che commuovano, spaventino, turbino, facciano riflettere. Storie che ti strappano una lacrima anche se fai di tutto per cacciarla indietro perché ti ripeti che stai leggendo un fumetto, dopotutto. Ma Dylan Dog non è un fumetto come gli altri. Storie che la sera prima di andare a letto, se ci ripensi, un brivido ti scorre ancora lungo la spina dorsale.

Quindi oggi non sono qui a farvi un riassunto sulla trama di Spazio profondo, ma per dirvi che è una storia bella, ma bella davvero. Che mi ha spaventata e a tratti commossa. Che è un incubo ambientato nello spazio dove se anche gridi nessuno ti può sentire. Un incubo che ti resta addosso anche dopo che hai chiuso l’ultima pagina.

Spazio profondo MariEcco quello che voglio dirvi, e ve lo dico da lettrice della prima ora dell’Indagatore dell’Incubo, con le mia brava collezione di albi allineati in ordine cronologico e che aveva la tristezza nel cuore perché da un certo momento in poi le storie erano diventate meccaniche e le emozioni sembravano costruite a tavolino. Ma questo è il passato.

Oggi si festeggia il presente. Il 27 settembre il n. 337 di Dylan Dog sarà in edicola. È un numero speciale e quindi tutto a colori, colori vividi come lo sono gli incubi e il sangue. È disegnato da un Nicola Mari in stato di grazia e sceneggiato da Roberto Recchioni. L’Autore Roberto Recchioni, non il curatore della collana. Sì, quello che ha scritto quel fottuto capolavoro di Mater Morbi.

Da leggere? E ve lo state ancora chiedendo? Bloody hell!

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18 pensieri su “Spazio profondo

    • Ammazza, “Maria”, che acidità! Se mi conoscessi un po’ meglio, sapresti che lavoravo già in Bonelli quando commentavo dicendo di aver smesso di comprare Dylan per colpa di alcune storie troppo buoniste. Poi leggilo prima di giudicare, no? Non capisco il voler attaccare/criticare per forza. Comunque, lavoro come professionista da anni e posso dirti che nell’ambiente chiunque preferisce la sincerità ai lecchini, questo per inciso 🙂

  1. La svolta è l’unico modo per non languire lentamente. Alla faccia dei detrattori di professione (troll) e degli assuefatti alle medie emozioni.

  2. Io faccio parte della schiera di coloro che preferirono abbandonare Dylan Dog per la manifesta mancanza di idee ed emozioni. Un fumetto come DyD è basato al 50% sull’emotività del lettore e da un’altra metà di innovazione e suspance. Bene quando lo lasciai DyD era allo zero assoluto. Leggere il tuo post mi ha rallegrato, la giornata mi è un po’ cambiata. Ora vivo all’estero e non sarà semplicissimo reperire il n.337 ma giuro che lo farò. In onore del bambino che ero quando ho iniziato a leggere Dylan e per alimentare il fuoco del bambino che ancora c’è dentro di me. Grazie di cuore Luna.
    Ti invito a visitare il mio blog ( se ti fa piacere ) http://www.myautographworld.com magari puoi trovare qualcosa di interessante. Un onore aver letto il tuo articolo. Ti seguirò spesso. A presto, Fabrizio.

    • Ciao Fabrizio, grazie per la visita e per la segnalazione del tuo blog, di cui ho letto con piacere il post più recente. Per inciso, Ryan Gosling e Tom Hiddleston sono anche tra i miei attori preferiti 🙂 Scorrendo tra i post poi mi hai veramente incuriosito sul mondo fin’ora a me sconosciuto degli autografi (se eccettui le puntate di Affari di famiglia!).
      Ti consiglio di fare del tuo meglio per prendere il n.337 di Dylan, è una storia che mi ha davvero emozionato e sorpreso, proprio come succedeva con le prime della serie. Insomma, mi ha fatto tornare indietro nel tempo, quando compravo un numero di Dylan e non avevo idea di cosa ci avrei trovato dentro.
      Il cambiamento di rotta della serie è decisivo e Spazio profondo è la storia perfetta per fare da spartiacque. Una sorta di nuovo “numero 1”, insomma. Da dietro le quinte ti posso assicurare che per il futuro c’è davvero tanta carne al fuoco, tante idee e soprattutto la voglia di osare, pur senza snaturare il personaggio.

  3. Barbara le tue opinioni sono tra le piu’ rispettabili che sul web si possano leggere, la malafede e la cattiveria ignorante du certa gente nei confronti del nuovo corso di DyD e’ disarmante. Sono anch’io lettore di Dylan da anni con Diabolik come sai, e seguo da molto tempo tutti i lavori di RRobe per poter dire che siamo nelle mani giuste. Detto questo aspetto con impazienza di leggere questo primo albo del nuovo corso e naturalmente la storia scritta da te con trepidazione. 🙂
    Ribloggo questo tuo post perché lo trovo perfetto per annunciare l’evento anche a chi magari Dylan Dog non lo ha mai conosciuto. Un abbraccio Barbara. ❤
    Toni

    • Grazie Toni e scusa il ritardo nella risposta… in qualche modo mi è sfuggito il commento! Grazie per la condivisione e per il supporto, credo anch’io che questa fase due attirerà nuove generazioni di lettori che fin’ora conoscevano il personaggio solo perché è “un mito” 😉

  4. Non concordo sulla frase […] “Bloch andrà in pensione, ma come si fa?” ha commentato qualcuno. Anche il mio babbo tra qualche anno andrà in pensione. È la vita! E Dylan Dog è vivo più che mai. […]. Ricordiamoci che si sta parlando di UN FUMETTO, quindi un mondo fittizio e che oltretutto parla di paranormale/occulto/sogni alludendo soventemente a dimensioni parallele, inferni, purgatori, (pochi) paradisi, fantasmi folletti e chi più fantasia ha più ne metta. Questa NON è la vita e quindi sul fatto che Bloch vada in pensione, posso condividerlo come scelta stilistica ma senza giustificarlo con un metro “reale” …. per il resto nn vedo l’ora che esca!

      • Hai ragione Andrea a puntualizzare che il fumetto non è per forza ancorato alla realtà, anzi, secondo me “forzare” la realtà e addentrarsi fin dove l’immaginazione può spingerci è fondamentale per costruire una buona storia. Ciononostante, per quanto mi riguarda, nel Dylan sclaviano – nonostante l’orrore, nonostante la matrice fantastica delle storie – ho sempre trovato, fin dall’inizio, schegge di realtà pura, emozioni vivaci quanto può essere solo la vita vissuta. Leggere quelle storie è immergersi in una realtà alternativa, ma non per questo meno autentica. In questo senso Spazio profondo è una storia incredibilmente emblematica per capire fino a che punto ci si può spingere con un personaggio così versatile come Dylan Dog. Insomma, partiamo da premesse un po’ più ancorate alla realtà per costruire nuove storie e nuove realtà ancora più audaci.

  5. Ciao Barbara/Luna
    Anche io ho diversi punti in comune con Fabrizio:
    Vivo all’estero, avevo abbandonato DyD perche’ le storie non mi trasmettevano piu’ nulla, anche se il personaggio era ed e’ tuttora il mio preferito. Da pochi mesi ho cominciato a farmelo mandare e rileggerlo, riscoprendo alcune storie non male, che in realta’ facevano parte del vecchio corso, vedi una Nuova Vita ecc…
    Per la riscoperta del bimbo, so in che senso l’ha detto, ma in quel caso gia’ significherebbe che DYD e’ solo stata una parentesi adolescenziale e non lo e’ per moltissimi lettori…
    Non voglio essere logorroico, ma purtroppo credo che lo saro’ ma spero che tu legga cmq…
    Parlando della schiera dei dissidenti, troll, haters, talebani, e’ comico come sono nate definizioni alle quali si e’ omologata ed usa la gente e a volte senza nemmeno sapere il vero significato. Perche’ premetto questo Io credo che la maggior parte non sono altro che persone che amano davvero questo fumetto, e passami il termine, in questi ultimi anni gli sono girati i cosiddetti vedendo come peggioravano le storie e coraggiosamente, rispetto ad altri che come me hanno lasciato (qualche numero saltuario l’ho comprato ammetto), loro invece sono andati avanti comprando e sperando di ritrovare le atmosfere passate, Sclaviane ecc (anche a me piaceva ma meno quando c’erano personaggi o situazioni prese da film).
    Io credo che Recchioni, abbia capacita’ per generare un cambiamento, senza dubbio, ma se ci pensi la storia che piu’ e’ piaciuta e’ stata quel Mater Morbi che in realta’ di aveva un’atmosfera ben Dilandoghiana. Molta gente ha generato un istinto di critica anche per certe dichiarazioni sue. Certo si dovrebbe separare il fattore simpatia da quello critico, ma non e’ facile come non lo fanno i dissidenti, non lo fanno nemmeno tanti che sinceramente sembrano dei lekkini in cerca di chissa’ cosa.
    Ricevere critiche sul proprio lavoro non e’ facile, lo so perche’ anche io nel mio piccolo sono un creatore, un quasi artista direi.
    Dunque per terminare il poema, sicuramente ci saranno dei cambi e sono certo che creeranno disaccordo e critiche, ma credo che potranno essere utili a un rilancio, sperando che vengano dosate con intelligenza.
    Poi tornando allo spazio profondo, non l’ho letto, lo leggero’ fra qualche mese, so che non sara’ un albo che mettero’ tra i preferiti, per il fatto che non sara’ una storia allo stile DYD che piace a me, sara’ un clone lontano di DYD, una storia fuori tempo e fuori collana, niente piu’.
    Un saluto Paolo
    ps complimenti sei bravissima.
    ps2 il blog/web ce l’ho anchio ma non te lo lascio 🙂

      • Be’ Paolo ti posso assicurare che la differenza tra troll/haters e le persone che semplicemente esprimono un parere critico, che può essere positivo o negativo. Là fuori ci sono persone che si nascondono dietro account falsi (in cima alla pagina ne puoi vedere un esempio) che sono sempre i primi a commentare e che entrano a gamba tesa su qualsiasi argomento, sparando a zero e senza argomentare. Si tratta di persone probabilmente frustrate che esprimono in questo modo il loro disagio esistenziale. Per quanto mi riguarda, credo che la cosa migliore sia ignorare la maggior parte di questo tipo di provocazioni, ma non è facile. Non è facile la posizione di Rrobe che, essendo in prima linea su un progetto di rinnovamento così ampio su un personaggio tanto amato, si trova continuamente esposto a insulti e critiche gratuite. Che possa stare simpatico o no, credo che andrebbe valutato per il lavoro che sta facendo e, da dietro le quinte di questo rinnovamento di Dylan, ti posso assicurare che lo sta facendo con competenza, abnegazione e tanto, tanto amore per il personaggio. Credo che la maggioranza dei lettori sia con lui, ne sono fermamente convinta perché ho visto il calore che gli dimostrano ai festival, dove le persone intervengono con la loro “vera” faccia (e non dietro un avatar). Il problema è il polverone che riescono a sollevare in rete i troll e gli hater con le loro invettive gratuite, mentre meriterebbero di essere semplicemente ignorati. Ciò che conta sono sempre e soltanto le critiche costruttive, argomentate. Se sei un fan di Dylan come me, e come me sei stato deluso dall’ultimo corso delle storie, dai una possibilità a questa fase due di Dylan. Potrai non essere d’accordo su alcune declinazioni del personaggio, ma non ti deluderà.

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