Vita di Tara, “una specie di fiaba”

SYZaGoBMi sono imbattuta in questo libro per caso, leggendo il comunicato stampa dell’editore Gargoyle che ne annunciava l’uscita. Ammetto di essermi incuriosita leggendo le premesse del romanzo: Vita di Tara (Gargoyle books, 18,00 €, pp. 362) racconta, infatti, di una ragazza che torna a casa la vigilia di Natale, quasi fosse un’occasione come un’altra per ricongiungersi con la famiglia, se non fosse che Tara è scomparsa all’età di sedici anni ed è stata via per vent’anni. Non è tutto: Tara non è apparentemente invecchiata di un solo giorno, insomma, è rimasta l’adolescente che era, fatta eccezione per una strana fotosensibilità che la costringe a indossare occhiali da sole anche di notte.

Stephen King ha dichiarato che Vita di Tara è uno dei migliori romanzi fantasy che abbia mai letto. Anche se è difficile inquadrare questo romanzo come puramente fantasy, è altrettanto difficile dargli torto: Vita di Tara è davvero un buon romanzo. La narrazione è ben articolata, e inizialmente si concentra sulle reazioni della famiglia al ritorno di Tara, a partire dai genitori, che Tara ritrova invecchiati e stanchi, al fratello, così turbato da riuscire a malapena a rivolgerle la parola. La scomparsa di Tara aveva sconvolto la piccola comunità di cui i protagonisti fanno parte, c’erano state le ricerche della polizia, c’erano stati i sospetti su Richie, il fidanzato, marchiato a vita dal sospetto di averla uccisa.

Vita di Tara non è un romanzo fantasy come gli altri, forse non è nemmeno un fantasy. Non a caso il titolo originale è Some kind of a fairy tale, “una specie di fiaba”. Tara, infatti, sostiene di essere stata rapita da un uomo misterioso e condotta in una sorta di mondo parallelo, ma per tutto il romanzo non sappiamo se credere a lei o a coloro che cercano una spiegazione plausibile alla sua scomparsa. Il romanzo è costruito come un’indagine, partendo dalle sedute di psicanalisi condotte dall’analista a cui viene affidata, centellinando le rivelazioni, intercalando la narrazione del presente con il passato, senza risparmiare sui colpi di scena.

12941033Con una scrittura solida, pulita (resa nella nostra lingua dall’accurata traduzione di Benedetta Tavani), Graham Joyce attinge con maestria dalla tradizione e dal folklore popolare per raccontare… una specie di fiaba che fino alla fine riesce a tenere alta l’attenzione, articolando la narrazione per punti di vista alternati, focalizzando di volta in volta l’attenzione su Tara, sul fratello e sua moglie, sull’ex fidanzato Richie, sullo psicologo, cercando di fornire al lettore tutti gli indizi per trarre le sue conclusioni su ciò che può essere stata la vita di Tara negli ultimi vent’anni. Unico appunto: la copertina. Non mi è piaciuta, con i suoi toni troppo accesi e l’immagine fuorviante di una ragazza troppo piccola per assomigliare a Tara. Quella originale è di gran lunga più evocativa, con uno stile gotico che si addice al racconto.

Annunci

3 pensieri su “Vita di Tara, “una specie di fiaba”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...