Gotico contemporaneo: L’estate del bene e del male

l'estate del bene e del maleL’estate del bene e del male di Miranda Beverly-Whittemore (Sonzogno, pp. 416, traduzione di Maura Parolini e Matteo Curtoni) ha scalato i primi posti della classifica dei bestseller del New York Times, con oltre 200.000 copie vendute. Inoltre, è stato scelto dalla rivista Vogue come libro del mese. Perché vi dico queste cose? Proprio perché non è questo il punto. Mi spiego meglio: non ho mai dato retta alle fascette o agli acclamati fenomeni editoriali. Anzi, a volte i libri pubblicizzati con fantasmagorici dati di vendita alla mano o strilli roboanti sono gli ultimi che mi viene voglia di leggere. Ma, fortunatamente, non è il caso di questo romanzo, che ho voluto leggere attratta in modo irresistibile dalla copertina. E ho fatto bene.

Lo stile dell’autrice è molto personale, ricco di metafore originali e calzanti, cosa che, diciamolo, non è da tutti. Ci sono pile di romanzi blasonati zeppi di metafore trite e luoghi comuni. Ammetto che leggendo le similitudini fresche di Miranda Beverly-Whittemore e il suo utilizzo di figure retoriche mai scontate ho provato brividi di autentico piacere. Nel mondo dell’autrice gli oggetti inanimati prendono vita come per incanto, per cui la luna saluta, il cottage mormora piccole lamentele per le raffiche di vento oppure sospira sotto i passi, le cime degli alberi danzano come fate, le vele ruggiscono e le bambine squittiscono.

Ma non è solo il linguaggio a rendere questo romanzo una piccola perla. La trama si dipana come in un autentico giallo attraverso gli indizi sapientemente disseminati dall’autrice, che pone la protagonista nel mondo sfarzoso della ricca e irreprensibile famiglia Winslow, soltanto per smontare pezzo a pezzo le apparenze e far venire a galla segreti sempre più sconvolgenti.

I personaggi che la giovane Mabel conosce durante l’estate in cui la sua intera vita cambierà per sempre sono descritti in modo approfondito senza rinunciare alle sfumature che li rendono sempre in bilico tra il bene e il male. Nessuno è buono o cattivo. Tutti i membri della famiglia Winslow, e Mabel stessa, sembrano mettere in scena una lotta all’ultimo sangue, una lotta contro l’oscurità che vive dentro di loro e che da un momento all’altro potrebbe prendere il sopravvento.

Come nel più classico romanzo gotico, il paesaggio è parte integrante della narrazione e la natura impregna la vicenda con la violenza del sole d’estate, la forza del vento e la superbia del mare. Non mancano tocchi di erotismo, visto con gli occhi di una giovane donna che scopre per la prima volta le pulsioni del corpo e la passione amorosa che il più delle volte si scontra con la ragione.

L’estate del bene e del male è un romanzo che ho divorato in un week end di pioggia. Leggero e al tempo stesso pregno di tematiche che vanno dal sociale al morale, il romanzo mi ha lasciato una bella sensazione sulla pelle. Ma attenzione, perché negli ultimi capitoli è il Male più oscuro a fare la sua comparsa, insieme alla tanto attesa verità. Perché «la verità non è buona né cattiva. È al di sopra del male. Al di sopra della moralità. Non offre nient’altro che se stessa».

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