La dama nera, Shakespeare e la prima protofemminista della storia

la dama nera“Non sono intelligente, Vostra Maestà” dissi. “Lavoro sodo e…” mi interruppi, incerta se proseguire.
“Sì?” Il sorriso della Regina si era lievemente raggelato. Trovava la mia esitazione molesta.
“E desidero conoscere le cose”.

A parlare è Aemilia Bassano, la protagonista de La dama nera di Sally O’Really (Sonzogno, pp.448, traduzione Marinella Magrì), una donna forte e indomita che non si rassegna a vestire il ruolo prima dell’amante  e poi della moglie ma, nell’Inghilterra della fine XVI secolo, insegue le sue passioni, prima tra tutte quella per la scrittura.

Educata alla corte di Elisabetta I, Aemilia Bassano è un personaggio storico realmente vissuto. La O’Really ne plasma la biografia unendo fatti realmente accaduti con la finzione, per creare un libro unico nel suo genere a metà tra il fantasy, in cui streghe e demoni interferiscono nella vita di tutti i giorni, e il romanzo storico. In certi passaggi, la protagonista sembra direttamente uscita da un dramma shakespeariano, in altri è madre e donna di carne, afflitta da dolori e pulsioni.

Non tutti sanno che Aemilia Bassano, conosciuta anche come Aemielia Lanyer, fu la prima donna a definire sé stessa poetessa e a chiedere a gran voce che questo venisse riconosciuto professionalmente. A quell’epoca si pensava infatti che fosse prerogativa solo degli uomini praticare la scrittura come professione, mentre per il gentil sesso potesse essere solo un trastullo. Per questo, molti considerano Aemilia la prima protofemminista.

Seppur non sia realmente dimostrato, nel romanzo si presume che sia proprio la Bassano, la famosa Dama Bruna, musa di William Shakespeare negli ultimi sonetti. La loro storia d’amore contrastata, funestata da tradimenti, incomprensioni e dall’epidemia di peste che nel 1591 uccise 15.000 persone soltanto nella città di Londra, è raccontata con linguaggio crudo, cercando di non dimenticare mai il contesto storico e sociale in cui si svolge la vicenda. La folla arrabbiata che se la prende con Joan, la fedele domestica di Aemilia, i corpi esposti e torturati dalla peste ammucchiati nei carretti e le creazioni abominevoli dell’astronomo e occultista Simon Forman ci regalano momenti di orrore puro, risultando quasi disturbanti.

Dopo Monique, protagonista de La garçonne di Victor Margueritte, Sonzogno ci porta ancora una volta un personaggio femminile fuori dalla propria epoca e in un certo modo precursore della donna moderna.

«Non facevo che scrutarvi. A volte ho pensato che poteste essere la mia gemella nascosta, la mia parte oscura. Se è stato tanto difficile per me usare l’intelligenza… immagino quanto potesse esserlo per la povera Aemilia! Se mai una donna è nata fuori del posto che le spetta, quella siete voi».

 

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