Highway to hell, comic book made in Italy

cc5f12980e726da2de269a29f4a1a2de_XL«No stop signs. Speed limit. Nobody’s gonna slow me down, I’m on the highway to hell. Don’t stop me»

Highway to hell era per me un pezzo degli AC/DC, graffiante e da ascoltare possibilmente in viaggio, a tutto volume, immaginando di percorrere strade americane impolverate e deserte. Le stesse strade che, da appassionata di horror e di cinema di genere, ho visto protagoniste di tanti film. Il primo che mi viene in mente? Non aprite quella porta di Tobe Hooper, 1974.

Immaginate la mia curiosità quando ho visto un fumetto dalla copertina cupa, sui toni del nero, grigio e rosso sangue, dal titolo Highway to hell (Panini Comics– 17×26, 48 pp., col.).

Si tratta di un fumetto all’americana, ma creato totalmente in Italia. Il soggetto è di Davide Boosta Dileo – noto ai più per essere il tastierista dei Subsonica – mentre la produzione è targata Italian Job Studio e Panini Comics. 291152a-empLa sceneggiatura è firmata da Victor Gischler, romanziere hard boiled e sceneggiatore di fumetti (Punisher MAX, Deadpool: In Viaggio con la testa). Le matite sono di Riccardo Burchielli (John Doee, Garrett, Batman, Conan). Il suo stile potente ed espressivo è amplificato dai colori di Luca Saporiti, molto apprezzato nel mercato francese. A dar vita ai flashback, che personalmente ho adorato per lo stile dark e crepuscolare, è Francesco Mattina che ha realizzato copertine per Marvel e DC Comics. Ma ora, dopo le presentazioni di dovere, parliamo della storia.

VariantBermejoHTOHImmaginate di unire le atmosfere cupe di True Detective con i sanguinari horror splatter degli anni Ottanta. Mescolate il tutto con un pizzico di ironia, citazionismo quanto basta proprio di una serie come The Strain e la miscela è pronta. I protagonisti sono due detective che a prima vista non ci azzeccano nulla l’uno con l’altro: l’indiano Jayesh Mirchandani, scrupoloso e cerebrale e Isaac Brew, biondino alcolizzato, cinico e istintivo. Sono sulle tracce di un serial killer che decapita le sue vittime, muovendosi sulla Route 5, ai confini fra il Maine e il Massachussetts. I primi due episodi introducono i personaggi e ti mettono di fronte all’opera del killer, mostrando scene splatter degne di un Sam Raimi in piena forma. Nel secondo episodio conosciamo meglio due personaggi introdotti nel primo, l’enigmatico Dusker e la sensuale Littie.441778e4b334b89e593f4d6ce47e8ba5

La storia sta prendendo forma, come una ragnatela tessuta con sapienza che lascia intravedere un più ampio piano. Se siete abituati alla narrazione bonelliana, tenete presente che gli albi di Highway to hell sono all’americana, quindi molto più brevi. La narrazione si sviluppa in 32 pagine, quindi è normale arrivare all’ultima pagina con la sensazione “già finito?”. Ma le sensazioni lasciate dal turbine d’azione e dalle magnifiche tavole, quelle sono qui per restare.

Credo che in Italia mancasse un prodotto del genere. Si tratta senza dubbio di un’opera tanto ambiziosa quanto coraggiosa. Perché coraggiosa? Per il motivo che il più delle volte le novità in Italia sono accolte con sospetto, soprattutto quando ci si muove su certi terreni considerati sacri. E l’horror e il fumetto appartengono senz’altro a questa categoria. Capita che il citazionismo venga scambiato per mancanza di idee, e l’ironia nella narrazione per leggerezza, mentre di idee in Highway to hell ce ne sono, eccome, e il registro scelto per metterle in scena è… pesante quanto basta.

Sono molto curiosa di vedere se lo sviluppo della storia manterrà le ottime premesse di questi primi due albi. Aspetto con ansia il 26 febbraio, data d’uscita del terzo episodio. E, per inciso, io tifo sempre per i coraggiosi.

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