L’Oltraggio: intervista a Sara Bilotti

978880622356GRA«Avevi bisogno di capire. Cosa, di preciso? Chi è bianco e chi è nero? Il bene e il male? Perché, è chiaro, tu sei una di quelle persone che hanno bisogno di sapere su che strada stanno camminando, per godersi il viaggio. E invece ti dico due cose, Eleonora. La prima è che il mondo non è fatto di colpevoli e di innocenti. La maggior parte delle azioni colpevoli viene compiuta con assoluta innocenza, e l’innocenza a tutti i costi si macchia di crimini. La seconda è che la strada più bella è quella di cui non conosci la meta. Puoi decidere di amare qualcuno? Io dico di no.»

Colpevoli-innocenti, innocenti in realtà colpevoli, uomini pericolosi, segreti e bugie, una migliore amica fragile che le ha rubato l’affetto della madre e una famiglia ricca e misteriosa che l’accoglie e al tempo stesso non smette mai di respingerla: è questo che trova Eleonora quando si trasferisce a Bruges, una villa nella campagna della Toscana che porta il nome di un paese francese. Lo fa perché la sua vita è precipitata in un baratro, dopo che la sua ultima storia sentimentale è finita tra umiliazioni e silenzi, è stata sfrattata dall’appartamento in cui viveva e ha perso il lavoro.

Eleonora non ha più un luogo che riconosca come casa e ha perso il suo centro di gravità. Cercherà di ritrovarlo in un nido non suo e lo farà con forza, combattuta tra l’amore inaspettato e prepotente per Alessandro, il compagno di Corinne, la migliore amica che si è offerta di ospitarla, e l’attrazione bruta e selvaggia verso Emanuele, il fratello di Alessandro. Un triangolo, al centro del quale c’è un mistero che sembra non permettere a nessuno dei due uomini che l’hanno stregata di lasciarsi andare fino in fondo al sentimento.

L’Oltraggio, (Einaudi – Stile libero extra, pp. 304) è il primo romanzo di una trilogia nero erotica ambientata in Italia, riprende il titolo di un film del 1963 con il grande Paul Newman, ed è il romanzo d’esordio di Sara Bilotti, napoletana, classe 1971, ex insegnate di danza e mamma, con un volto che da solo trasmette mille storie da raccontare.

10153960_10203676866546051_2093708030618128234_nÈ con grande piacere che, a una settimana dall’uscita de L’Oltraggio, do il benvenuto a Sara su Scritture barbariche per una chiacchierata sul suo lavoro. Per prima cosa, una domanda d’obbligo: chi è Sara Bilotti?
Ciao, felicissima di essere qui! Sto scoprendo chi è Sara, e solo da poco tempo. Per ora è solo un’ex insegnante di danza con la passione per ogni tipo di linguaggio, a cui hanno detto che sa raccontare storie.

In tanti si dibattono su questo interrogativo, scrittori si nasce o si diventa? Da dove viene il tuo amore per la scrittura? Hai voglia di parlarci del percorso che ti ha portata a questo importante esordio?
Ho sempre avuto un sacco di vite parallele nella testa, sin da piccolissima. Ho imparato a scrivere con una volontà furiosa, perché ero stufa di dimenticare sempre le storie che inventavo. Solo a nove anni ho capito di essere l’unica, tra tutti i miei amici, a scrivere racconti, e devo confessare che non è stato un bel momento. Mi sentivo diversa. Una parte tanto importante di me non era condivisa da nessuno dei miei coetanei. Col tempo ho capito che invece la scrittura è una ruota di scorta: insieme alla lettura, mi ha aiutata a superare momenti difficilissimi. Ho scritto tanti romanzi prima di essere pubblicata. Da lettrice vorace mi confrontavo con troppi capolavori per permettermi il lusso di sognare una cosa del genere. Poi, il Caso mi ha fatto incontrare persone che conoscono bene il mestiere della scrittura, e che mi hanno aiutata a credere in me, ma soprattutto a tenere a bada la parte selvatica della mia ispirazione, a incanalarla per rendere possibile la comunicazione, la condivisione. Quindi forse scrittori si nasce e si diventa. Si nasce con la capacità di raccontare, ma il mestiere di scrivere va imparato, con l’esperienza e grazie a buoni maestri.

Eleonora è una donna tormentata, divisa tra il desiderio di lasciarsi andare alla passione e il senso di colpa. Eleonora combatte tra ragione e sentimento. Ci puoi parlare della genesi del personaggio? Napoletana, bellezza mediterranea, istintiva, quanto di te c’è in lei e viceversa?
Eleonora, come in generale tutti i miei personaggi, nasce dalla mia ossessione per le maschere, quelle che indossiamo per celare gli istinti, gli impulsi che non accettiamo di provare, i segreti che ci danneggiano. Ho immaginato una donna arrivare in un luogo apparentemente idilliaco, una sorta di palcoscenico su cui viene messa in atto una rappresentazione della vita. Eleonora, giorno dopo giorno, scoprirà cosa si nasconde dietro le maschere degli attori. C’è molto di me in lei: il suo essere selvatica, curiosa, contraddittoria, a volte troppo istintiva.

L’oltraggio fa parte di una trilogia, hai già in mente dove arriveranno i personaggi? È già tutto pianificato o lasci a te stessa un margine di libertà mentre scrivi?
La trilogia è già stata tutta scritta, ma mai pianificata. Quando comincio a scrivere ho in mente solo due cose: il tormento e il segreto. La storia me la raccontano i personaggi, pagina dopo pagina, e riescono persino a sorprendermi nel finale!

Com’è stato affacciarsi da scrittrice al mondo dell’editoria? Nei colleghi hai trovato supporto o diffidenza? 
Complicato. Un po’ perché non ho mai veramente creduto, fino a poco tempo fa, di poter pubblicare, e l’assenza di ambizione ti rende poco scaltra. Un po’ perché ci sono persone che non perdonano chi si affaccia timidamente in platea e trova un posto.
Ho ricevuto molta solidarietà dalle donne, persino amicizia, ma ho subito anche parecchio astio da parte di alcuni, un livore che non comprendo fino in fondo, a dire la verità, visto che io, per indole, sono propensa alla collaborazione e al rispetto, soprattutto tra colleghi.

Bilotti scrittrice: quali sono state le tue fonti di ispirazione? Scrivi d’istinto o mediti molto su ogni pagina?
Donna Tartt è la mia inarrivabile musa. E, in generale, tutta la Bellezza mi ispira, quella che attraverso l’arte ci cambia grazie all’empatia. Come puoi immaginare dalle risposte precedenti, scrivo d’istinto, e in breve tempo. Il lavoro più lungo e difficile lo faccio in fase di editing, quando devo limare, strutturare, rendere coerente il mondo che ha creato la mia immaginazione.

Bilotti donna: qual è stato l’ultimo romanzo che hai letto e ti ha emozionata? Una canzone che non smetteresti mai di ascoltare e un film che ti è rimasto nel cuore.
L’ultimo romanzo letto è stato Il Cardellino. Lo aspettavo da tanto, la Tartt pubblica un libro ogni dieci anni, per una fan come me è stremante! Il suo ultimo romanzo non mi ha solo emozionata, mi ha insegnato che la Bellezza non nasce solo dal talento ma anche da una seria disciplina, tanto studio e un’infinita dedizione. La canzone che non smetterei mai di ascoltare è Paranoid Android, dei Radiohead. Perché dopo tanti anni mi sorprende ancora con i suoi cambi repentini di sound; è come se fosse costituita da tre o più canzoni insieme, e anche per questo si adattasse a tanti momenti della mia vita. Il film che mi è rimasto nel cuore è La sconosciuta, di Giuseppe Tornatore. Doloroso, intenso, profondo, recitato benissimo, ha tutti gli elementi che amo trovare in un film. Possiede la sceneggiatura che avrei voluto scrivere, il plot che avrei voluto costruire, l’emozione che avrei voluto ispirare.

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Un pensiero su “L’Oltraggio: intervista a Sara Bilotti

  1. […] Eleonora non vede Corinne da quattro anni. Cosí, quando la sua amica d’infanzia la invita nella meravigliosa tenuta toscana di Bruges, dove vive insieme al suo compagno Alessandro, brillante uomo d’affari con la passione per il teatro, lei la raggiunge. Alessandro ha un fratello, Emanuele, molto diverso da lui. Uno è gentile e premuroso, l’altro è selvaggio e irruento, ma entrambi la catturano in un gioco ambiguo. Anche se desidera Alessandro, Eleonora rinuncia a lui per proteggere Corinne, come fa sin da quand’era piccola. Non riesce invece a sottrarsi alla violenta bellezza di Emanuele, che le rivela quanto possa essere eccitante perdere il controllo e lasciarsi sottomettere. Presto intuisce che i due uomini nascondono un segreto e decide di scoprirlo. Capire che cosa è successo nel loro passato è l’unico modo per curare la propria personale ferita. (recensione) La prima cosa che voglio dire in merito a questo romanzo è che la dicitura nero erotico italiano, volendo riprendere per l’ennesima volta il paragone con 50 sfumature, non gli sta addosso. Non ho letto 50 sfumature, ma li la base del racconto è il sesso, qui il sesso fa da contorno ad una storia ben precisa, dove la protagonista cerca di ritrovare un’identità mai completamente assorbita, sin dall’infanzia e dal rapporto a tre con la madre e la sua migliore amica, questo è il vero triangolo del racconto, nell’introspezione della protagonista. E la storia riparte molti anni dopo il periodo adolescenziale delle due amiche, Eleonora e Corinne, lo spunto è la riunione tra le due dopo anni di mancata frequentazione, dovuta a diverse città di abitazione, causa inizio di una nuova vita per Eleonora. La prima parte del racconto scorre lentamente nella presentazione dei personaggi principali, soprattutto nell’introduzione delle confuse personalità che li contraddistinguono. Fino a quando la protagonista comincia a capire il gioco da portare avanti, pur nell’incertezza dei sentimenti confusi che l’ambiente famigliare in cui si è introdotta suo malgrado creano. La parte erotica c’è, anche questa cresce di misura nella seconda parte, quando comincia a salire il pathos per gli avvennimenti che si stanno delineando. Nelle descrizioni degli incontri sessuali di Eleonora si legge anche la vulnerabilità da cui vorrebbe fuggire, per ritrovare anche il significato dei propri sentimenti naufragati prima di lasciarsi tutto alle spalle per raggiungere la località toscana che segnerà l’inizio della nuova vita. Nel complesso buon romanzo, cattura il lettore alla ricerca della chiave del mistero. L’oltraggio rappresenta quindi il primo dei tre lavori di Sara Bilotti, a cui seguono La colpa e Il perdono. Per finire, per conoscere qualcosa in più di Sara Bilotti, vi rimando all’intervista pubblicata sul blog di Barbara Baraldi, in occasione dell’uscita del libro.Scritture barbariche-intervista […]

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