San Valentino, Parigi e il suo Sacro cuore, l’amore e altri disastri

16174_10206403733439077_263997677422012680_nQuando ero più giovane odiavo visceralmente il giorno di San Valentino, così come tutte le feste “comandate”. Ero una ragazzina un po’ strana, o almeno così mi definivano gli altri. Fatto sta che per me San Valentino gridava mancanza di spontaneità. Qualcosa per il ciclo “ti penso e ti faccio un regalo e passo del tempo con te perché me lo ha detto lo spot dei baci Perugina”. 
Nei giorni precedenti alla fatidica data, poi, succedevano cose dall’altro mondo. Capitava per esempio di vedere certe amiche fidanzarsi in modo compulsivo, anche il giorno precedente con il primo che capitava, pur di non sentirsi sole e diverse durante il cosiddetto giorno degli innamorati.

Io ho sempre rispettato la mia solitudine, ne ho sempre avuto cura.

Prima o poi avrei trovato una persona con cui stare “soli in due” e condividere il mio mondo. Ma intanto avevo la mia vita fatta di fotografie, musica, film e libri.
Già i libri… quanti giorni di San Valentino passati in casa a leggere. E con il sorriso sulle labbra e gli occhi lucidi, proprio come quelli di un’innamorata.
Questo per dirvi, passate questa giornata con chi vi emoziona davvero. Che sia il vostro cucciolo, la vostra famiglia, il fidanzato o l’amante.

Che siano le pagine di un libro ad accogliervi o un abbraccio, la sostanza non cambia. L’amore ha varie facce. E a investigare una di queste facce è la nostra Cecilia Civardi. Era da un po’ che  mancava su Scritture barbariche con la sua rubrica in pillole “Arte in ogni dove”. Oggi ritorna, con un viaggio tra le strade di Parigi. Perché anche una città ci può rubare l’anima… e il cuore.

Buon San Valentino a tutti!

black-and-white-black-and-white-photography-couple-old-paris-Favim.com-168772Omaggio al Sacro cuore, di Cecilia Civardi
Parigi, città dell’amore, del furore, dell’arte.
Parigi come insieme asimmetrico di storia e cultura.
Monumenti, architetture, gallerie ed enormi distese di verde si raccolgono in un frenetico complesso di bellezze senza tempo.
Parigi come attrice, diva; muove sul palcoscenico come fosse nata per farlo, fluttua recitando la parte, colma di maschere spettrali.

Come ogni bellezza senza età e senza tempo ha un’anima, un cuore, un sospiro silenzioso a tenerla viva. Mi sono spesso trovata a riflettere sull’energia di Parigi, cercando il suo centro caotico, il suo cuore ribelle.

basilica-del-sacro-cuoreIl Sacro Cuore: basilica, vetta, padrone dei tetti e delle distese.

Il Cuore, un semplice insieme di pietra calcarea, pulsa, anima e dirige l’orchestra dall’alto del suo tutto. Qualità eccezionale, carattere che più mi hanno fatto viaggiare verso pensieri totalmente utopici è la caratteristica del “Cuore che non si sporca”. Il materiale con cui fu costruita la rende insensibile allo smog, al decadere della contemporaneità, come incapace di trattenere il male.

A ogni pioggia, infatti, la struttura è più splendente, in continua crescita.
Ho sempre ritrovato in questo piccolo dolce luogo il senso di tutto ciò che lo circonda, come se racchiudesse il marasma di una capitale così attiva all’interno delle sue maestose porte. Amo Parigi come una bambina, pronta a non aver riserve, mi ritrovo così a porgli l’ennesimo modesto omaggio. Dedicargli una confessione struggente, attraverso la figura di un pover’uomo che vive per lei, attraverso una sottile linea tra affascinante e devastante; Mr.T.:

Il-giornale-in-mano-allavventore-allangolo-tra-la-sesta-Avenue-e-la-quarantesima-è-un-numero-storico.-Titolo-«I-nazisti-a-75-miglia-da-Parigi»-1940-Ap-archivio-municipale-di-New-York-City-Borough-President-Manhattan

I suoi pensieri erano lunghi treni a motore, passavano da una stazione all’altra, molte volte mancando la fermata ed inevitabilmente approdando nella notte.
Le giornate scorrevano nel ricordo delle notti passate. Mr.T. era un giovane uomo, abituato a non aspettarsi niente, inesorabilmente deluso da tutto ciò che lo circondava, solitamente definito nella norma, con un carattere moderato. Verosimilmente assomigliava ad un imponente albero, dal fusto snello e la chioma bruna; i suoi capelli erano un cespuglio confuso di idee, ed i suoi occhi crescevano ad ogni tramonto.

Camminava lungo i Boulevard. La luce dei lampioni cadeva lenta sulle forme, infrangendosi al suolo. Le ombre, frammentate, lo accompagnavano. I suoi pensieri spaziavano come leoni in quel dolce Valzer di semioscurità e silenzio.
Il giorno dopo sarebbe dovuto andare di nuovo a lavoro, rivolgere le solite smorfie di cortesia; fingendo di apprezzare l’inapprezzabile. Nel week-end sarebbe però riuscito a scappare da quel turbinio di suoni, per concedersi qualche momento di solitudine vera; ciò non bastava a calmarlo.
paris05
Un giovane iniziò a urlare dall’altro lato della strada rincorrendo una ragazza; i suoi pensieri caddero come vinti al suolo. Non tornò mai a casa. Ogni volta che il portone si avvicinava lui svincolava lungo stretti vicoli per fuggirgli. L’idea di un’ennesima notte a fissare il soffitto, un’ennesima straziante notte a logorarsi parola dopo parola, pensiero dopo pensiero, era insopportabile solo all’idea.

La sua insonnia era stata per lungo tempo una benedizione; tutto quel silenzio, il buio, le macchine che sfrecciavano veloci a tre piani di distanza, incessabili pensieri.
Chiuse gli occhi lungo le scalinate di Montmartre, quanta strada aveva percorso.
Era ubriaco nella notte, inebriato di se stesso, la testa gli girava in un turbinio di momenti passati.

D’innanzi al Sacro Cuore si fermò, pervaso dall’irrefrenabile bisogno di confessarsi.

20120414-154105«Ascoltami, mia amata città. Non c’è notte che io non passi ad amarti, percorrerti, ascoltarti, con le tue dolci urla e i meticolosi silenzi.»

Un rumore lontano rompe il ghiaccio delle sue parole. Si guarda intorno, sdraiandosi dolcemente a terra, i palmi sulla nuca, gli occhi fissati al cielo. Accende furtivamente una sigaretta, aspira ricominciando a gran voce.

«Esiste una linea, sai, tra l’affascinante e l’estenuante. Me la figuro, in questa notte di ombre, ed è un fiume in piena. Incontrollabile sibilare di pensieri sconnessi, intrecciati da note dolenti e sconosciute. La notte, la collera, le strade, i fiori ribelli, le case addormentate; il semplice restare svegli, buio dopo buio a fissare il proprio oscillare tra le stelle. Mi scuso, mi vergogno, mi confesso; non posso più sopportarlo. I sogni sono diventati incubi ed io non trattengo più le paure. Ogni sera, ogni dannata sera, ritrovarsi davanti al proprio lato demonico, alimentarlo come un animale affamato, combatterlo come un nemico; curarlo possessivamente. Ho perso la razionalità di pensiero, tra le sigarette accese, quelle spente, i fogli che sanguinano ed il mio continuo senso di perdita. Fino a che punto un povero mortale può sopportare la solitudine della notte. Quando, le nostre deboli ossa, piegate dall’vacillare di un tempo che ci divora, si spezzeranno? Me lo figuro, notte dopo notte, questo fiume in piena, aspettando che esploda. E ti confesso, è la coscienza che non esploderà a farmi impazzire, la dolorosa ragione che ho del fatto che ogni ramo si piega, ma non si spezza. Questo mio continuo toccare tutto senza riuscir a sentire niente, questa inaspettata e celata forza. Impazzirò, in queste notti, se non mi salvi, se non mi liberi dalle tue braccia di amante. In queste notti, sì, tra un sogno a pezzi, un ricordo trascurato, un incredibile sete di passione ed una figura insistente di te. Crollerò silenziosamente, mentre il primo treno parte, la città si modella, le forme si ricostruiscono.»

mini-sacrocuoreSpense la sigaretta a terra, riaprì gli occhi e con sua miserevole sorpresa l’albeggiare stava restituendo colore alla chiesa. Spalancò le braccia, piegò dolcemente le gambe, chinò il capo all’indietro, fece un lungo e rumoroso respirò

«Ma ogni notte passa, ogni giorno si accende e io non ricordo quasi niente. Leoni del buio, dell’ombra, della paura e dell’insensibile male che ci rechiamo.»

La prima foto che correda l’articolo è di Alessia Piva.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...