Golem, il mondo distopico di Lorenzo Ceccotti

GolemUn libro, una graphic novel, un fumetto o un film… un momento, ricominciamo e semplifichiamo. Ecco, diciamola così, tutte le storie per me falliscono se non riescono a trasmettere emozioni. Negli anni, forse non riuscirai a ricordare tutti gli snodi del tuo film d’animazione preferito, ma sono sicura che non potrai mai dimenticare le emozioni che hai provato guardandolo, quel senso di meraviglia, di tensione e insieme di gioia che ti hanno accompagnato fino alla fine.

Avevo pochi anni, seduta sul divano non toccavo a terra con la punta dei piedi e, se faccio uno sforzo di immaginazione, posso affermare che con alta probabilità stavo mangiando una fetta di pane e miele, quando in tv partì la sigla (esaltante) di un nuovo cartone animato. Si chiamava Conan il ragazzo del futuro, di  Hayao Miyazaki. Ed eccomi immobile, attenta a non sbattere neanche le ciglia per non perdere un solo fotogramma di quell’avventura fatta di immagini e di sogno.

locandinaHo rivisto Conan il ragazzo del futuro a dodici anni e poi mi sono comprata i dvd, ma appena partiva la sigla sentivo le stesse emozioni della prima volta, quel misto di commozione ed esaltazione che ti fanno provare le cose belle, le cose che sembrano fatte apposta per te. Futuro distopico, un 2028 stremato dalla fine della terza Guerra mondiale, un male denso che si è trasmesso tanto nell’ambiente circostante quanto nel cuore degli uomini. E poi una città stato, Indastria, dove vige la suddivisione in caste e i potenti sfruttano la povera gente. Ma in un luogo dimenticato dalle brutture del mondo, è sopravvissuta una piccola oasi di pace e libertà, l’sola Perduta, dove vive un ragazzo dal cuore puro, Conan. E poi arriva Lana a spezzare gli equilibri, un primo amore più violento della paura della guerra. Ci sono i ribelli e c’è uno scienziato, che si dà il caso sia proprio il nonno di Lana, e con la sua scoperta potrebbe controllare il mondo intero…

Perché vi sto raccontando tutto questo? Perché qualche giorno fa ho letto Golem di Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ (Bao Publishing, 256 pp., a colori) e leggendolo mi sono tornate sulla pelle e nel cuore emozioni del tutto simili a quelle che ho provato quando ho incontrato per la prima volta il ragazzo del futuro.

golem-2Anche qui siamo catapultati in un futuro distopico, anno 2030 per l’esattezza, soltanto quindici anni più in là rispetto al nostro bel mondo fatto di smartphone e selfie. Il futuro è in mano a multinazionali che esercitano il controllo sulla popolazione attraverso un proliferare della tecnologia atto a disumanizzare e a un’esasperazione del consumismo che nutre le dipendenze e la disequità sociale.

Nel mondo di Eurasia esiste persino una pillola per dormire e nessuno sogna più… nessuno tranne Steno.

Golem-1-e1421012965216Poco fa ho usato la parola “catapultare” perché uno dei punti di forza di Golem è proprio quella di creare un mondo così dettagliato da afferrarti e portarti via con sé. E questo unito all’attenzione per ogni singolo logo, creato con una minuzia tale da farti chiedere se esista veramente.

1422348521_Golem-3Ma partiamo dalle prime pagine del volume che, grazie all’uso di colori sgargianti e di vignette che danno un senso di velocità e di movimento, ti risucchiano nel mondo “apparente” di Eurasia, fatto di un’estetica pop-punk pulsante e di promesse effimere come nuvole di zucchero filato. Dico apparente, perché la realtà che si cela sotto la superficie è ben diversa.

E qui si sviluppano i diversi piani di lettura che fanno di Golem un universo di infiniti universi, in cui simbologia alchemica e forza narrativa danzano con personaggi così dettagliati che bisognerebbe spendere alcune righe per ognuno di loro.

Dal Presidente Oudeis, burattinaio e signor “nessuno”, dal nome che adotta Ulisse, nell’Odissea di Omero per sfuggire alla minaccia dei Ciclopi, al Generale X, una sorta di Crying Freeman tanto spietato quanto tormentato dal dolore e da un passato che lo rincorre.

IMG_1966Ci sono i dodici Shorai, ribelli votati alla rivoluzione che per combattere indossano maschere con simboli che coprono il loro sguardo, i foresight. Questi dispositivi sono capaci di spalancare il terzo occhio, ovvero l’occhio della mente, quello che mostra la realtà sotto l’apparenza di un mondo costruito sulle menzogne. E qui le illustrazioni di LRNZ diventano una sorta di visioni vettoriali, lontane dal mondo reale e quasi inafferrabili.

Tecnologia che assomiglia alla divinazione, violenza vestita di lirismo. Simbolismo che si fa idea. E il sogno, rappresentato dalle visioni di Steno, che ricorda dipinti dal sapore caravaggesco, fatti di ombre e luci.

Golem-61Ma nell’universo complesso dei personaggi spiccano, come rose tra cespugli di rovi, Steno e Rosabella, due bambini, discendenti da scienziati e per questo inconsapevoli portatori delle loro scelte passate. Steno e Rosabella sono due creature dal cuore incontaminato, che per me rappresentano le due metà del cielo. Metà, che quando si uniscono portano con sé la magia, come l’alba e il tramonto, dei cui colori LRNZ intinge la tavolozza per rappresentarli.

Loro sono il futuro, quel futuro che fa rima con speranza, la luce che non si spegne mai, come cantavano gli Smiths.

E infine c’è il Golem, simulacro complesso che ci trasporta con forza fino all’ultima pagina. Mostro e insieme salvatore, passato e futuro, allegoria che racchiude mille riflessioni e chiavi di lettura. Ma mi fermo qui, per non rovinarvi il piacere della lettura. Lettura che, se non si fosse capito, è consigliassima!

 

 

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