Roma città morta: diario di un’apocalisse

Roma-città-morta-cover“Stamattina, andando via dalla stazione, ho notato il tabellone di arrivi e partenze che spiccava nella grande hall: uno di quelli vecchi, analogici. Li ho sempre amati, e sono sempre stato convinto racchiudessero tutta l’essenza del viaggio. Che si trattasse di partenze, con le lettere che piano piano si trasformavano nel nome della tua prossima destinazione, o di arrivi, fra i continui sguardi impazienti di chi è in attesa di qualche ritorno. Ora il tabellone se ne stava fermo lì, senza vita, senza le costanti attenzioni dei viaggiatori, bloccato e inutile. Una lista di città al momento irraggiungibili. Senza nessun ritorno in programma.”

Ricordo la prima volta che sono andata a Roma. Ero in viaggio con mia madre e il più piccolo tra i miei fratelli. Per lui era il primo viaggio, una grande avventura. Arrivati a stazione Termini si guardava attorno con il naso all’insù perché tanta gente tutta insieme non l’aveva mai vista. Tutti sembravano di corsa, diretti da qualche parte, in arrivo o in partenza. Tutto era vita, un brulicare incessante. Non come nella nostra stazione del paesino, in cui al massimo c’erano le nonne che portavano i nipotini a guardare i treni correre sui binari e fischiare, diretti chissà dove.

bevilacqua_marengo2Ed ecco che il mio ricordo si scontra con l’immagine della Termini di Roma città morta – Diario di un’apocalisse di Luca Marengo e Giacomo Bevilacqua (Multiplayer edizioni, 176 pp., copertina rigida). Niente più cartelli luminosi con gli arrivi e le partenze, niente più gente che aspetta qualcuno sui binari, con il sorriso sulle labbra e gli occhi inquieti, niente più vita. Stazione Termini è protetta dalle barricate, Roma é rinchiusa nelle sue antiche mura per sopravvivere alle conseguenze di un’epidemia zombie. Per entrare c’è una selezione, ognuno ha il suo compito all’interno, i non morti sono sempre in agguato alla ricerca di cuori e cervelli pulsanti e soprattutto va fatto tutto il necessario per sopravvivere.

rcm-campoAttraverso le voci di Luca Marengo, che documenta l’intera vicenda in un diario e di Giacomo Bevilacqua che disegna ciò che vede, aggiungendo personali considerazioni e appunti, anche noi possiamo valicare le mura ed entrare in città. Per scoprire quanto anche in un mondo post apocalittico potere e politica facciano da padrone e quanto la violenza a volte nasconda mali più insidiosi.

Oltre ai due protagonisti, rispettivamente scrittore e fumettista (che però sa usare l’arco molto bene), nei panni di loro stessi e a volte a caccia di guai, si celano altri volti noti nel mondo del fumetto. Ognuno ha la sua storia, come David che porta avanti la sua missione con coraggio e in nome della salvaguardia della vita. In altri è il lato oscuro ad aver preso il sopravvento, come nel caso di Nicolaj, che ha impresso sul collo il tatuaggio Mors tua, Vita mea, uccide senza esitare e la cosa sembra anche piacergli.

Per concludere, Roma città morta è un diario che insieme è un viaggio nell’apocalisse zombie romana. E attenzione, perché a volte è dai vivi che bisogna proteggersi, parola di zombie!

Qui il link al trailer di Roma città morta: https://www.youtube.com/watch?v=uD-VqOqW_w8

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