Sophia: amore, morte e… Alchimia

image1«Tu sei giovane, puoi nutrire ancora dei dubbi. Io, vecchio come sono, se perdo la fede nella Grande Opera… non ho grandi altri motivi per stare in vita… Ti pare? Certo, a tratti sono pieno di dubbi… sono stato sempre una mente scettica… Ma prima i pensieri negativi erano la mia vera specialità, adesso mi corrodono e mi abbattono… Devo tenermi occupato… devo cercare e cercare, e quello che trovo non mi convince mai del tutto.»

Sophia di Vanna Vinci, uscito il 29 maggio per Bao publishing (pp. 272), è in primo luogo proprio questo: una lunga ricerca. Questo cercare e cercare qualcosa, qualcuno, la pietra filosofale, ma soprattutto se stessi, accompagna il lettore dalla prima all’ultima pagina. E avvicina fortemente alla giovane protagonista di questo romanzo illustrato, unico nel suo genere, pubblicato inizialmente a episodi e oggi diventato una bellissima edizione integrale grazie ai tipi di Bao, che anche questa volta non si smentiscono regalandoci un’edizione che è un vero gioiello per gli occhi e per il cuore.

unnamed27Sophia porta un nome importante, un nome che segna in qualche modo il suo destino. O forse è il destino a essere scritto nel suo nome. Viene dal greco antico σοφία, Sophia, e significa “sapienza”.

E se proprio Socrate diceva che è saggio colui che sa di non sapere, e quindi continua a investigare e ricercare, vera protagonista della storia è proprio la ricerca di Sophia.

Avvolgente è il suo sentirsi perduta, spesso in balia dell’incertezza. La voce di Sophia è spontanea, cristallina, e il suo percorso di crescita è di una potenza e insieme ferocia disarmante. Feroce perché la porta a perdere la vicinanza della madre e dei suoi scogli, in Sardegna, per ritrovarsi in una Bologna che a volte diventa lo specchio della sua solitudine. Potente perché la spinge a vivere avventure, a incontrare personaggi mistici e che a loro volta sono alla ricerca di qualcosa. Si tratta di una sorta di cerchio di esperienze, in cui ogni personaggio e ogni sottotrama che ci ci viene narrata, ma anche ogni città, dalla Sardegna a Bologna, fino a Roma e Parigi, diventano un insieme magico in continua trasformazione. Come l’Uroboro, il serpente che si morde la coda, rigenerandosi all’infinito. 

SophiaSeguendo il filo della ricerca alchemica, Sophia trova l’amore. Un amore all’inizio incompreso, che entra nella sua vita in sordina, un po’ come il tizio che passava lì per caso. Si chiama Rino, assomiglia a Rino Gaetano ed è il primo tra i due a dire: “non voglio innamorarmi di te”. Ma l’amore, si sa, non si può decidere a tavolino e a volte trova vie strane per manifestarsi. A volte passa sottopelle, proprio come le infezioni, che poi ti entrano nel sangue e scorrono fino al cuore.

La simbologia alchemica è un sottofondo costante ma delicato lungo tutto l’arco narrativo. Ermete, la guida di Sophia, figura maschile positiva e quasi paterna, ha il nome di un famoso alchimista, Ermete Trismegisto e il volto di Pier Paolo Pasolini che proprio sotto i portici di Bologna cercava vecchi libri e nuove storie da raccontare. Ma proseguendo nella sua avventura, Sophia incontra altri grandi maestri, che ci vengono presentati come se fossero ancora vivi e che la spingono a continuare nella sua ricerca della pietra filosofale. Ho personalmente apprezzato il giocoso apparato alchemico che parte dai sogni simbolici di Sophia, fino alle biografie dei principali alchimisti che appaiono nella storia, contenute in una sezione speciale in calce al volume.

vinciMa c’è un altro sottofondo potente alla storia: la musica. Dai Primal Scream a Roy Orbison, da Buddy Holly a Donna Summer, passando per Fabrizio De Andrè con la sua splendida Valzer per un amore. E poi Nico, Alan Sorrenti, Nina Simone, Madonna, Frank Sinatra e i C.C.C.P. che martellano con le note di Curami, ripetute come un mantra. La musica accompagna i momenti tristi, quelli di malinconia estrema e di non accettazione della morte, i momenti di sensualità e scoperta, e quelli di disagio.

Dal punto di vista grafico, Sophia è una canzone che non vorresti mai smettere di ascoltare. Un pezzo in cui potenza evocativa, espressività e originalità si fondono per dare vita a un mondo di luci e ombre ed emozioni. Un mondo in cui il tratto del fumetto più tradizionale si fonde al manga, per regalarci uno spettro ancora più ampio di espressioni e linee in movimento. L’attenzione agli oggetti e la cura per le pose, gli angoli delle città che si materializzano come scorci di vita vera, le scene di passione in cui i corpi si intrecciano, tutto questo è poesia… o forse è alchimia.

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Per chi è di Milano, o passa di lì e vuole incontrare Sophia e Vanna Vinci, un appuntamento imperdibile martedì 9 giugno dalle 18:30, presso Bao Boutique in via Vigevano 11 (metro: Porta Genova).

 

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3 pensieri su “Sophia: amore, morte e… Alchimia

  1. Bellissima recensione. Da come ne hai parlato, sembra un romanzo che da voce a quasi tutte le forme di espressioni artistiche…!

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