La distanza: road-trip di una generazione di sognatori perduti

distanza«Mia nonna aspettò sette anni il suo sposo non sapendo neanche che fosse morto in guerra. 
Adesso se lasci il telefono in bagno mezza giornata puoi mettere in crisi un rapporto.
Cosa ci sta capitando? È come se la mia generazione non accettasse nessuna forma di attesa, nessun medio-lungo termine. E di pause meno ce ne sono, meglio è.
Ma la pausa non è forse l’essenza della vita stessa?»

La distanza (Bao publishing, 200 pp.) è un romanzo a fumetti scritto da Colapesce e illustrato da Alessandro Baronciani. Entrambi musicisti e in questo caso entrambi portatori di emozioni: l’uno attraverso le parole e l’altro attraverso le illustrazioni.

Tutto inizia da un viaggio.

Edmond Haracourt scriveva che «partire è un po’ morire, poiché lasciamo un po’ di noi stessi in ogni luogo ad ogni istante».

«In ogni addio seminiamo un po’ della nostra anima» continuava il poeta francese nel lontano 1890.  Ecco, credo sia questa l’essenza de La distanza. Gli addii che spesso si rimandano, la difficoltà di prendere una decisione, il camminare in equilibrio precario sul filo della vita, senza mettersi mai veramente in gioco, senza sporcarsi, senza guardare in fondo la verità.

All’inizio Nicola, il protagonista di questa storia dolce e amara, è proprio così, un ragazzo che ha perso il lavoro e in parte l’entusiasmo. Un ragazzo che ama la musica, la sua Sicilia e che inventa buffe poesie estemporanee per la fidanzata lontana (che non ha voglia di ascoltarle).

distaUn incontro casuale con due ragazze, un concerto, la vita vera che ti piomba addosso quando meno te lo aspetti e rimescola le carte.

Sotto il sole siciliano, tra luci e ombre, notti che sembrano infinite e scorci di mare che profumano di salsedine, ecco che sboccia il miracolo di un amore inaspettato. Inaspettato come a volte arrivano certi tramonti sul mare.

Questo libro mi ha ricordato Jack Fusciante è uscito dal gruppo, una storia di formazione a tratti romantica e a tratti cinica, un protagonista che si chiama Nicola e che ti ricorda qualcuno che conosci già. Per questo si potrebbe chiamare Marco o Luca, o che ne so magari Simone. La distanza è un libro musicale, con brani che vanno dagli Smiths ai Quartered Shadow.

Le illustrazioni sono pop, dai colori pastello. Le inquadrature a tratti voyeuristiche con attenzione ai dettagli, dalla ciocca dei capelli che sbuca dallo chignon sulla nuca, alle mani che si sfiorano, agli sguardi che catturano.

Un racconto pieno di estate, da portare in vacanza. Da ricordare al ritorno.

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