Le regole del giallo: Il bacio del traditore

grueBACIOcover«Può essere che già all’areoporto Ursula sapesse che non avrebbe mai più rivisto Jakob? Doti telepatiche non ne aveva mai avute, quindi doveva essere stato lo stesso Jakob a far sorgere quel presentimento. Era un attore in gamba, certo. Molto in gamba. Ma anche il più grande truffatore è pur sempre un essere umano, e chissà, magari l’uomo che era in Jakob aveva davvero provato qualcosa per quella donna espansiva, fiduciosa, intelligente, con la quale aveva trascorso sei mesi e tre settimane? Che fossero stati proprio quei sentimenti a far vacillare la facciata che aveva messo in piedi  tanto meticolosamente, lasciando così che per un microsecondo affiorasse il senso di colpa per quello che stava facendo?»

Quali sono regole per scrivere un buon giallo? Girovagando nella sezione saggistica di una libreria o persino in rete non è difficile imbattersi in qualche “ricetta” per scrivere un giallo perfetto. Tanto per cominciare, il mistero di fondo deve suscitare la curiosità di saperne di più fin dalla prima pagina.

Ma una cosa è certa: qualunque sia l’insieme di regole per imbastire un giallo perfetto, l’ultima sarà sempre: “Dimentica tutte le regole e comincia a scrivere la storia migliore che riesci a immaginare”. Questo è ciò che deve aver pensato Anna Grue costruendo l’intreccio del romanzo Il bacio del traditore (Marsilio, pp. 414, traduzione di Ingrid Basso), che arriva in Italia con qualche anno di ritardo dal grande successo in Danimarca. La Grue ha scritto una storia appassionante a prescindere dal genere a cui appartiene, allo stesso tempo tenendo presente i principi cardine del mystery. C’è un protagonista accattivante, Dan Sommerdahl, ex pubblicitario che dopo un esaurimento nervoso ha abbandonato una carriera di successo per diventare detective privato. Lo chiamano il “detective Calvo”, io non ho potuto fare a meno di immaginarlo esteticamente come una sorta di Yanis Varoufakis danese, sex symbol atipico ma non per questo meno attraente.

C’è l’indagine su un delitto a cui si sovrappone la caccia all’uomo per un truffatore seriale, quel J. H. (di cui conosciamo l’identità dopo qualche pagina del romanzo), il quale seduce ricche donne sole di mezza età per poi sottrarre loro ogni centesimo e sparire nel nulla. J. ha una vocazione per il trasformismo, talento che sfrutta al pari di quel mister Ripley a cui la Grue si è sicuramente ispirata per costruire il personaggio. L’autrice scava in profondità nella psicologia del suo villain per farci comprendere le sue motivazioni, indagando sulle radici del suo tormento.

E c’è un finale consolatorio quanto basta, perché a differenza di ciò che avviene in un thriller o in un hard boiled, un vero romanzo giallo termina sempre con una risoluzione che chiuda la porta al perturbante. Il tutto sostenuto da una prosa asciutta, chiara, elegante, le cui divagazioni nella storia personale dei personaggi non sono mai prolisse né fini a se stesse, ma hanno una ragion d’essere ai fini dell’intreccio. Che è ben costruito in ogni dettaglio, procedure poliziesche comprese.

Marsilio continua con la sua proposta di gialli nordici di qualità, e non smentisce con quest’ultima uscita l’attenzione alla buona narrativa di genere. State per partire per le vacanze o siete alla ricerca di una lettura appassionante che aiuti a mitigare la calura della città? Il bacio del traditore è un giallo vi terrà incollati fino all’ultima pagina, vi regalerà brividi e… perché no, anche qualche sorriso.

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