La cattiva strada: antologia della… cattiveria

cover-cattiva-2«La bontà costa cara. Pazienza. Impegno. Coraggio. Perseveranza. La cattiveria no. Nulla! È gratis. Vale quello che riesce a produrre: che sia un bel gruzzolo o una montagna di sensi di colpa» suggerisce Dario Tonani in quarta di copertina di La cattiva strada (pp.268, euro 14,00), antologia curata da Gian Filippo Pizzo per Delmiglio editore.

Confesso di avere avuto qualche perplessità, tuttavia, nel leggere l’introduzione al volume. Gian Filippo Pizzo, infatti, ne racconta così la genesi: «Quando si fa un lavoro come quello di confezionare antologie, è inevitabile che si finisca per avere un surplus di materiale, cioè più racconti di quanti se ne possano inserire. Così, nel corso del tempo nel mio computer si è formata una cartella con tutti quei racconti non utilizzati che non avevo cancellato (come faccio di solito per quelli rifiutati) perché li giudicavo interessanti e speravo un giorno di poterli usare. […] Vado a controllare la mia cartella e noto che molti dei racconti hanno una caratteristica comune. Sono “cattivi”, raccontano brutte storie, hanno personaggi infami o un’ambientazione crudele, sono imbevuti di perfidia: mostrano il lato oscuro. Perché allora non fare un’antologia multigenere, in cui l’elemento comune sia appunto la cattiveria?»

Perplessità che si sono dissolte leggendo questa raccolta di racconti. Mi sono resa conto, infatti, che lo status di racconto “rifiutato” era un valore aggiunto. Si tratta di storie che fanno dell’inquietudine e della provocazione un marchio di autenticità. A impreziosire il volume, due perle di due scrittori fondamentali nel panorama della narrativa italiana di genere: Sballo di Dario Tonani – che per l’occasione ci cala in un’atmosfera dalle vaghe assonanze con La fiera degli immortali di Enki Bilal – e Fanny Osbourne e il mistero di Edward Hidden del “Master of Horror” Danilo Arona, nel quale tra i protagonisti figura nientemeno che un Robert Louis Stevenson perseguitato da un’inquietante entità che potrebbe aver ispirato il personaggio del Dottor Jekyll/Mr. Hyde.

È lo stesso Danilo Arona a spiegare la vera ragion d’essere di questo libro: «Cosa fa più paura oggi? La cattiveria, quella profonda, viscerale, insensata. Ci arriva dalla cronaca e la letteratura la trasforma in un bolo oscuro che fa paura. 18 autori, 18 sguardi diversi sull’umana perfidia. Non ne uscirete indenni». Impossibile non essere d’accordo.

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