Fino all’osso: come divorare un libro in 24 ore

image_gallery«Non è per questo che leggo. Quando apro un libro posso essere qualcun altro. Per due o trecento pagine posso avere i problemi di una persona normalissima, anche se sta viaggiando nel tempo o combattendo contro gli alieni. Ho bisogno dei libri. Sono tutto ciò che ho».

Fino all’osso di Camille DeAngelis (Panini Books) è un romanzo difficile da definire. Young adult, fiaba horror, racconto di formazione o dark fantasy? Non importa, le classificazioni non servono, soprattutto quando una storia lascia il segno, emoziona e coinvolge. E Fino all’osso lo fa, sin dalla prima pagina.

La protagonista, Maren, è una ragazza di sedici anni all’apparenza normale. Veste sempre di nero, è timida, ama i libri ed è alla ricerca di se stessa. Ciò che la rende diversa dai coetanei è… “la brutta cosa”.

Maren riesce a farsi degli amici, ma è condannata a non poterseli tenere perché chi si avvicina troppo a lei, chi le mostra affetto, viene letteralmente divorato. Maren appartiene alla categoria delle She Monster, le donne pericolose e tormentate, condannate alla solitudine, se non vogliono fare del male agli altri.

Dopo aver divorato, a soli due anni, la bionda baby sitter, Maren vive una vita in fuga insieme alla madre. Ogni volta che segue la sua natura e fa la brutta cosa, cambiano città. Finché anche la madre non la abbandona.

«Sono tua madre e ti voglio bene, ma non posso più fare tutto questo». Poche righe, che segnano la fine dell’infanzia di Maren, quel tempo in cui si presuppone che ci sia qualcuno che si prende cura di te. Poche righe che danno inizio alla sua avventura. Lo sfondo della vicenda è un’America di ragazzi perduti e persone sole, ognuno alla ricerca di qualcosa. Crescere e trovare la propria identità può essere doloroso. Dalla ricerca del padre, che rappresenta l’identità e l’accettazione della propria natura, a un amore camuffato da amicizia che cresce senza far rumore, fino agli strani incontri che forgiano il carattere della giovane protagonista.

Lo stile della DeAngelis è semplice ma molto personale, con metafore leggere come farfalle di inchiostro. Il libro si divora e ti accompagna fino all’ultima pagina, e si fa lasciare alla fine con un pizzico di malinconia. Fino all’osso è il tipo di storia fresca e non pretenziosa, ma che nasconde temi profondi come la scoperta della sessualità, il potere femminile e l’accettazione del sé. E poi… be’, c’è un messaggio sociale neanche troppo velato, ma quello lo lascio scoprire a voi.

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