L’amore ai confini tra la terra e il mare

10886402_10206850200965934_2140666498_o«Mi piace stare al faro. 
Perché il faro serve per non far scontrare le navi contro la terra, e ho sempre pensato che sarebbe bello se esistessero fari anche per non far scontrare le persone tra di loro. Per non farle rompere»

A parlare è Johnny Senzacuore, il protagonista de Il suono della sirena, la storia scritta da Mauro Uzzeo e disegnata da Mattia Surroz, che uscirà in occasione di Lucca Comics & Games 2015 per i tipi di SmartComiX (editi da Shockdom). La casa editrice propone un formato cartaceo da tasca, comodissimo anche per la visione digitale con gli smartphone.

Ma torniamo ai protagonisti di questa storia. Lei è una sirena, bellissima e aggraziata, di cui non conosciamo il nome. Lui è un uomo semplice, con un corpo pesante e un presente ingombrante, e di nomi ne ha addirittura tre. È Gianni Cavallaro, nome che a Lighthouse city nessuno riesce a pronunciare, Johnny spaccacuore, quello che fa il lavoro sporco e uccide gli avversari del clan di famiglia e Johnny lo scemo, così lo chiamano i cugini sempre pronti a ridere di lui.

12112979_10206850207726103_521696184_oChe cosa accomuna due creature così apparentemente diverse?
La solitudine. Il sentirsi diversi dal resto del mondo.

Che cosa li unisce?
L’amore.

Un amore che spacca il cuore, tanto per ripredere il soprannome di Johnny, un amore puro, che sembra mettere ogni cosa al posto giusto.

Il suono della sirena è una storia piccola, ma grande per forza e atmosfera. In poche pagine, Uzzeo riesce a prenderci per mano e condurci in un mondo di violenza e brutture, da cui il protagonista riesce a sfuggire solo grazie all’amore per la sua sirena. E il loro mondo a parte è un luogo fatto solo di mare e di stelle e di comprensione. Ma si sa che non esiste un posto sicuro per difendersi, in questa giungla che è la vita.

L’autore utilizza un linguaggio semplice, di facile comprensione ed è per questo che la voce di Johnny è così vera che ti rimane dentro anche dopo aver chiuso l’ultima pagina. La semplicità nella scrittura è la cosa più difficile da ottenere, frutto di esperienza e talento. E il talento qui traspare sin dalla prima didascalia.

Veniamo adesso alle illustrazioni di Mattia Surroz: introspettive, delicate, si mostrano timidamente e ti entrano in circolo con la forza dirompente di poesie fatte di immagini. Surroz riesce a raccontare interi stati d’animo in una sola vignetta. Il connubio tra i due diventa musica e ti accompagna in un viaggio che ahimè, finisce troppo presto. Consigliatissimo!

 

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