La generazione: Generazioni a confronto

image«Non posso credere di essere tornato qui.
Senza soldi. 
Senza lavoro. 
Senza amore.
Tutti mi vedranno come un fallito. Che umiliazione.
Un presuntuoso campagnolo che ha vissuto da topino di città.
Ed è tornato senza niente.

Ma ieri ero a Milano.
Ieri avevo un futuro.
Domani sarò qui.»

Ho letto La generazione di Flavia Biondi (Bao publishing, 144 pp.) in una notte senza luna.
L’ho fatto senza aspettative, senza aver sbirciato anteprime, senza sapere cosa mi aspettava, pagina dopo pagina.

E così sono tornata a casa insieme a Matteo, nel paesino della Toscana da dove era fuggito tre anni prima per incontrare il suo primo amore, Massimo. Un amore nato sulla chat, fatto inizialmente di messaggi a distanza e promesse.

«Massimo mi insegnò che non dovevo provare nessuna vergogna. Mi aiutò a leggere, a capire, a conoscere. Mi raccontava dei suoi amici, di Milano, di tante città dove si può camminare tenendosi la mano senza che nessuno si sloghi il collo per guardare.
Lo sognavo. Lo sognavo ogni notte.
Volevo raggiungerlo. Era il mio primo amore».

CopertinaMatteo capirà presto che non esiste nessun calesse dorato per sfuggire ai problemi dell’adolescenza. E così, dopo essersi lasciato con Massimo, lascia la sua vita metropolitana e torna proprio dove tutto ha avuto inizio. Come un fuggitivo. Come un fallito. Senza sapere cosa sta cercando.

E tra le donne di casa che gravitano intorno alla figura della nonna, tra i paesaggi collinari, nelle storie di famiglia, tra gli sbagli e i silenzi… troverà un mondo intero.

Flavia Biondi è una voce fresca, inaspettata, sincera. La sua prosa è asciutta e insieme lirica, proprio come le sue illustrazioni. La generazione è come una ricetta tipica toscana, qualcosa di saporito, sincero, che non si avvale di paroloni o virtuosismi per colpire al cuore. Tra il romanzo di formazione e il racconto corale, questa graphic novel ha la capacità di raccontare sentimenti attraverso i confronti. Non solo generazionali, ma anche di vita. Si sentono le radici, la famiglia, si sente il sangue. «Perché noi siamo la forza che sale dalla terra. Noi siamo tutte e generazioni».

 

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