Andrea Cavaletto e Paranoid Boyd: intervista paranoica

 

Paranoid-Boyd-2Si parla sempre più spesso di paranoia. È uno dei mali di questo secolo. O forse no.
La verità è che la paranoia è sempre esistita, anche quando non si cercava di dare un nome a ogni cosa.
La paranoia non è considerata un disturbo d’ansia, ma di pensiero. Perché i pensieri li distorce.

Forse qualcuno di voi si starà chiedendo perché sto parlando di paranoia.

«Ma dici a me? … Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Eh, non ci sono che io qui. Ce l’hai con me?»
Ok, la smetto. Questa non è una scena di Taxi Driver, cercavo un modo carino per introdurvi all’intervista barbarica di oggi.

Ladies and gentlemen, ecco a voi Andrea Cavaletto. Già sceneggiatore per Splatter e Dylan Dog, Andrea è autore e sceneggiatore della miniserie Paranoid Boyd, dell’editore cannibale Edizioni Inkiostro. Tra i disegnatori che si sono succeduti dal numero uno al numero tre, che chiude la prima stagione narrativa, ci sono Rossano Piccioni, Simone Delladio, Renato Riccio, Francesco Biagini, Enrico Carnevale, Matteo Pirocco, Daniele Statella. Emmanuele Baccinelli, Renato Riccio e Gian Luca Spampinato. Copertine a opera di Parrillo e Blake Malcerta.

foto andrea cavalettoCon Andrea parleremo di orrore, paranoia, scrittura e musica. Perché l’horror in Italia è più che mai vivace. Alla faccia di tutti quelli che ogni tanto cercano di fargli il funerale.

BB: Ciao Andrea, e benvenuto su Scritture barbariche. Per prima cosa, vorrei che fossi tu a presentarci la tua ultima creatura. Paranoid boyd: genesi della paranoia.
Come è nata l’idea della miniserie? Perché Inkiostro?

Andrea: Paranoid Boyd nasce essenzialmente dalla mia voglia di raccontarmi e di raccontare le mie paure. Sono un tipo abbastanza paranoico e, anche se pubblicamente ho imparato a mascherare molto questo mio aspetto scherzandoci anche su, sentivo come il bisogno di mettere per iscritto le mie molte paure cercando di rapportarle a quelle di tutti. Voglio provare a raccontare della società paranoica in cui siamo immersi. Edizioni inkiostro è l’editore giusto per questa serie perché mi lascia libertà totale e non ho censure di alcun tipo.

BB: Orrore, violenza sui bambini, i demoni della religione e del senso di colpa. L’horror per Cavalletto.
Andrea: L’horror per me è tutto quello che hai elencato. Non c’è niente di peggio dell’innocenza che viene lacerata, stuprata, distrutta.

WP-CRT-16-EDT-INKIOSTRO-GALL-02La perdita di innocenza porta sempre nuovi orrori. Per quanto riguarda la religione… non ho nulla contro di essa, anzi, mi reputo anche molto credente. E’ nella gente che non credo. E nelle istituzioni. E la religione è spesso strumentalizzata per fomentare il fanatismo, che è solo una delle tante fonti di paranoia. C’è chi usa la paranoia per controllarci. È questo il punto.

E poi c’è il senso di colpa, con cui purtroppo convivo da sempre e con cui da sempre lotto. I miei personaggi affrontano i sensi di colpa con molto più coraggio di me, ammetto.

C’è questa frase di Erma Bombeck che trovo mi stia bene addosso come un abito su misura: «Il senso di colpa è quel dono che non si smette mai di ricevere».

BB: Scrivere per l’Indagatore dell’incubo, scrivere una tua miniserie. Differenze, difficoltà, punti di incontro della tua scrittura.
Andrea: Scrivere per Dylan Dog è stato il mio sogno per una vita. E’ come se tutto quello che ho fatto sia stato un percorso per arrivare lì. Ricordo ancora il giorno in cui mi approvarono il mio primo soggetto. È stata un’emozione intensa e indescrivibile. C’è però da dire che lavorare su un personaggio non mio, pur essendo un vero e proprio mito per me, è molto diverso dal creare una serie personale.

Ho sentito che era il momento di mettermi in gioco completamente, per dimostrare soprattutto a me stesso quello che valgo. L’impegno che metto su Dylan è lo stesso di Paranoid Boyd.
Diciamo che è tutto il contesto che cambia.

BB: Dal numero zero al 3, che conclude il primo ciclo narrativo di Paranoid. Ci regali una canzone come colonna sonora per ogni albo?
Andrea:
Ecco la mia playlist paranoica.

Madness dei Muse per PB n.zero, perché è da lì che tutto è iniziato. Tante cose sono nate da questa canzone…
Arsonist’s lullabye di Hozier per PB n.1.
Castle of glass dei Linkin park per PB n.2.
La colonna sonora di True romance per PB n.3.
E concludo dandoti la song del n. 4, che si intitola proprio Paranoid Boyd e che ancora non esiste, visto che i The Foreshadowing la stanno creando adesso apposta come tributo alla serie.

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