The invasion of Tearling: piccole Regine crescono

The-Invasion-Of-The-Tearling-Copertina_CORR«Cos’è la Vera Regina?», chiese Ewen, incapace di tacere. Ogni volta che papà raccontava le favole, i personaggi che lo affascinavano di più erano proprio le regine.
«La Vera Regina, quella che ci salverà tutti».
Una risata stridula echeggiò alle loro spalle (…). «La Vera regina» ripeté la voce spettrale. «Sciocchi. Morirà prima che cada la neve: l’ho visto».

The Invasion of the Tearling (Multiplayer Edizioni, pp. 364, traduzione di Marco Piva) è il secondo volume della trilogia fantasy distopica firmata Erika Johansen. La storia riprende le vicissitudini della giovane regina Kelsea Glynn, dal punto dove l’avevamo lasciata nel primo avvincente episodio della saga, di cui avevo parlato qui.

«Kelsea ha dichiarato concluso l’obbligo del Tearling di pagare ogni mese con un tributo di schiavi la pace col vicino regno del Mortmesne. Così facendo ha sfidato la Regina Rossa, una donna spietata i cui poteri derivano da una magia oscura e terribile, che non ha tardato a inviare il proprio orrido esercito nelle terre di Kelsea col compito di seminare terrore». Guerra, giochi di potere, magia, intrighi.

Ma i romanzo della Johansen è molto di più. È una storia sulla crescita, sull’accettazione del sé, su quello che siamo e sul come stabilire il nostro posto nel mondo. L’accettare la nostra natura più vera, che a volte preme sotto la pelle in modo così forte che per metterla a tacere la protagonista inizia a tagliarsi. Autolesionismo, il non riconoscere la propria immagine allo specchio, la non accettazione dei cambiamenti fisici o interiori diventano emblemi della difficoltà di crescere.

Per questo posso dire, senza paura di essere smentita, che The invasion of Tearling è a tutti gli effetti un racconto di formazione. Dove il fantasy diventa un pretesto per raccontare l’adolescenza. Il tormento del primo amore, il non essere guardata da chi vorresti, la prima volta. Il tutto calato in una cornice fantastica, arricchita da un nuovo piano temporale: un passato lontano dove l’enigmatico personaggio di Lily intreccia il suo destino con quello di Kelsea.

Come in un libro di fiabe che si rispetti, a impreziosire il volume  dalle pagine irregolari e dalla sfumatura giallastra come se fossero state accarezzate dal  tempo, ci sono le illustrazioni di Marco Marianucci.
Perché a volte le piccole regine crescono, e diventano donne coraggiose.

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