Letture dannate: Suehiro Maruo ritorna con Tomino

Tomino la dannata, volume 1 di Suehiro Maruo, edito in Italia per i tipi di Coconino, colpisce già dalla copertina. Ci sono i due gemelli protagonisti della vicenda ovvero Tomino (la femmina) e Katan (il maschio) in divisa scolastica alla marinaretta che guardano, ma sembrano non vedere nulla.

La loro espressione distante tradisce il passato doloroso che hanno dovuto subire. Un passato di abbandono che li fa approdare a un circo di freak, dopo che lo zio a cui erano stati affidati dalla madre in fuga li ha venduti al misterioso Herbert Won.

Già dalle prime pagine esce forte il tema della diversità. La famiglia dello zio non sopporta di vedere le voglie (esattamente speculari uno rispetto all’altra) che i bambini presentano sul corpo e che ai suoi occhi diventano il simbolo del peccato di una madre che si imprime sui figli.

Abbandonati due volte, Tomino e Katan trovano in quella che sembra inizialmente una condanna, la prima vera casa. Il circo dei freak è popolato da diversi, come Elisa la ragazza piovra, il bambino gorilla, i nani o gli uomini con due teste. e sono i diversi a diventare la loro famiglia. Una famiglia che li accetta esattamente per quello che sono e che forse è l’unica che può proteggerli dalle brutture del mondo di fuori.

Tomino la dannata mi ha portato subito alla mente il capolavoro del cinema il capolavoro Freaks del 1932, del regista Tod Browning, che ha messo in scena i veri diversi, i freaks appunto, i messi al bando, considerati dalla società benpensante come meri fenomeni da baraccone e che qui mettono in scena il dramma della natura umana, del bene e del male.

Tomino no Jigoku, il titolo originale della storia di Maruo, è un chiaro omaggio all’omonima poesia giapponese apparsa per la prima volta nel 1919 in una raccolta di poemi e considerata maledetta.
Secondo la leggenda, la poesia è stata scritta dalla stessa protagonista della vicenda, ovvero Tomino, una bambina vissuta a fine Ottocento e nata con una grave disabilità che la costrinse sulla sedia a rotelle sin dai primi anni di vita.

La piccola, morta prematuramente, narra delle torture e umiliazioni subite dalla famiglia che la cresce, descrivendo il suo senso di impotenza e dolore. Ma sono le prime righe della poesia a portare con loro la maledizione: «Se leggete questa poesia ad alta voce vi accadranno eventi tragici», recitano infatti.

Tomino la dannata appartiene al genere ero guro, che si contraddistingue per una forte componente erotica accompagnata dal grottesco e dal nonsense. La corrente si sviluppò a Tokyo tra gli anni Venti e Trenta ed è proprio una Tokyo affascinante e pericolosa degli anni Trenta che fa da sfondo alla vicenda.

I disegni di Maruo incantano. Tratto sottile, linea chiara, espressività conturbante e attenzione ai dettagli.

Tomino la dannata è un perfetto esempio di quello che Burke definiva “The delightful horror”, l’orrore che affascina, che abbraccia e che cattura. In una parola: sublime.
Per concludere, vi segnalo che dal primo febbraio è uscito il secondo volume della saga, un altro buon motivo per recuperare questa lettura!

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