Barbarica in pillole: Bologna in fiamme

«Quando il pensiero che ti pulsa nel cervello suona come: speriamo che mi ammazzi e basta, senza torturarmi, ebbene, qualcosa nella tua vita è andato storto. Simon si era svegliato, di colpo cosciente, e aveva capito. Il mostro che aveva ucciso quelle persone, alla fine, aveva catturato anche lui. Lui, Simone Bianchi, nome d’arte: Simone Blanx, non avrebbe mai fatto pace con l’uomo che amava, non sarebbe mai diventato un attore, non sarebbe tornato mai più a casa. Perché era in piedi, legato a un albero, e dietro di lui, fuori dal suo campo visivo, c’era l’incubo di quegli ultimi giorni. L’assassino che stava massacrando tutti loro, uno dopo l’altro. E fu in quell’istante che formulò un imprevedibile desiderio: uccidimi e basta, uccidimi in fretta, un colpo secco, ma il dolore no, no, non mi fare male, ti prego, non mi fare male.»

Un thriller scorretto, ironico, folle, crudo, che piacerebbe tanto ai Monty Python, ma vedresti bene sullo schermo con la regia di Tarantino.
In Bologna in fiamme, dell’editore imolese Battaglia edizioniGianluca Morozzi, il ragazzaccio della letteratura italiana, gioca con i perdenti. Due protagonisti inaspettati, Vasco Vitale e Simon Blanx, che lottano per sopravvivere in un mondo che non li ha mai accettati. Due ex compagni di scuola che non potrebbero essere più diversi tra loro, con un vissuto al vetriolo. Due vite che impattano l’una contro l’altra, due antieroi, che si uniscono giocoforza per combattere un terribile assassino che uccide una dopo l’altra le persone che gravitano intorno al regista italiano Achille Cordova, datore di lavoro di Blanx e mito assoluto per Vitale.

L’ironia si alterna a scene del crimine feroci, dialoghi brillanti e comparse esilaranti – come le zie ultranovantenni di Vasco Vitale a cui va una menzione speciale. Un libro per chi cerca l’inaspettato. Un viaggio nerissimo, a tutta velocità, tra risate e brividi, in un mondo di piccole speranze, grandi sfighe e perché no… anche un pizzico di romanticismo.