Un appartamento a Torino: Intervista a Marco Ponti e Cristiano Spadavecchia

10014660_10152285100963960_1327560718_nOggi vi voglio parlare di un fumetto dal titolo che mi piace un sacco: Un appartamento a Torino (Pavesio editore).

Ma prima parliamo di storie. Le storie rimangono storie con qualsiasi linguaggio si vogliano raccontare. Belle, brutte, avvincenti, d’amore o di orrore (che a volte poi sono la stessa cosa). Ci sono le storie speciali, quelle che ti entrano dentro e non ti lasciano più. E ci sono quelle che le dimentichi subito, come certe farfalle che nascono e, tempo un battito d’ali, si sono spente.

Film, romanzi, fumetti, canzoni, sono tutti modi per raccontare storie.

E se vi dicessi che oggi su Scritture barbariche incontriamo il regista che ha scritto il fumetto Un appartamento a Torino?
Ok, vi sto confondendo. Ma la colpa non è mia. E’sempre colpa loro, delle storie intendo.

Marco Ponti, è bravo a raccontare storie.
Così bravo da farlo attraverso film da lui scritti e diretti, come Santa Maradona che ha vinto ben due David di Donatello e Passione sinistra, tanto per citarne un paio.
Marco ha anche diretto video musicali e un film documentario girato a Los Angeles e dedicato a Jovanotti.

Film, musica, ma non si doveva parlare di un fumetto?

E va bene. Un appartamento a Torino rappresenta l’esordio di Marco Ponti come sceneggiatore di nuvole parlanti. Il tutto con la complicità di Cristiano Spadavecchia, un disegnatore di quelli che bastano poche linee per riconoscere il suo segno.
Cristiano è conosciuto, tra le altre cose, per aver firmato albi bonelliani delle serie Magico vento e Brendon ma ha anche lavorato per il cinema come disegnatore degli storyboard.
E se vi dicessi che Un appartamento a Torino diventerà un film?

unnamed (3)Ciao Marco e ciao Cristiano, benvenuti su Scritture barbariche. So che vi siete divisi i ruoli e Marco risponderà a parole mentre Cristiano con i suoi disegni. O forse voi due siete già stati sostituiti da Rossi e BB. Vediamo un po’…
Perché Un appartamento a Torino non è Un appartamento a Roma o Londra o Bologna?
Buona domanda. Un po’ perché Torino è una città dove sono transitato molte volte e la conosco, non dico benissimo, ma benino. Ci ho anche fatto due film, per dire, anche se non è che fare un film in una città significhi automaticamente conoscerla.
Ma poi anche per certe cose peculiari di Torino. Quella che il grande sceneggiatore Paolo Benvenuti definì la città più “woodyalleniana” d’Italia è in fondo un bel mix di contraddizioni. Grande immigrazione e poca integrazione. Città operaia e fighetta. Città fredda-grigia e divertentissima. Juventus e Torino. Amore e odio. Cose del genere. L’ideale per i piccoli drammi dei nostri due eroi, studenti senza arte né parte, vitelloni fuori sede e fuori luogo che alla vita vera trovano più confortevole il divano e la televisione (non necessariamente accesa).

Rossi, mi dici chi è BB? E BB, mi parli un po’ di Rossi?
Mh. Io Rossi dico che BB è quello meno bello, forse anche meno pulito. Ha sempre addosso la stessa camicia hawaiana, come quel medico di una serie TV di mille anni fa, M*A*S*H*.
Mh. Io BB dico che Rossi è quello meno sveglio, forse anche meno elegante. Ha sempre addosso delle strane scarpe a punta, fuori moda, come quei ragazzi in quella serie TV di mille anni fa, Hazzard.

unnamed (4)C’è differenza tra creare il mondo di un film e quello di un fumetto, o si tratta soltanto di raccontare una storia in modo diverso?
Sempre di racconto per immagini si tratta. Il bello del fumetto è che fare due persone sedute sul divano ha lo stesso budget di una scena di battaglia con mille cavalli. Cercando di tenere comunque un basso profilo, ho optato comunque per le persone sul divano, non tanto per risparmiare soldi ma per risparmiare fatica. Io faccio sempre una fatica enorme a pensare a mille cavalli. Tu no?

Che personaggio dei fumetti avresti voluto essere?
Oh, guarda, te ne dico un po’. L’eternauta. Il Clark Gaybeul di Edika. Lo Zio Paperone di Carl Barks. Corto Maltese. Jill Bioskop di Bilal. L’Omino Bufo di Castelli. Mort Cinder. Il sarcastico Riccio di B.C. Mafalda. E naturalmente, infine, Rossi e BB.

E ora vorrei sbirciare tra gli scaffali della tua libreria: l’ultimo libro che hai letto, un cd/vinile che non ti stancheresti di ascoltare e un film da vedere assolutamente.
Parto con i libri sul comodino, senza barare. Il sentiero dei nidi di ragno, di Calvino. Se questo è un uomo, di Levi. La progenie di Guillermo del Toro & Chuck Hogan. Il secondo volume di Striges dell’amata Barbara Baraldi. Tutto ricominciò con un’estate indiana di Pratt & Manara. Le opere in due volumi di Cesare Pavese dell’Einaudi Gallimard. Il GGG di Roald Dahl. Il Trattamento Ridarelli di Roddy Doyle. Ho un comodino capiente, come vedi.
Il CD lo dico senza esitare, Casa Babylon dei Mano Negra. La traccia numero cinque si chiama, attenzione, Santa Maradona.
Un film? Qualunque film di Steven Spielberg. Forse The Sugarland Express. Oppure E.T. O Schindler’s List.

10155902_10203866404487439_5783154890883057116_nE ora una sorpresa: Volete incontrare Rossi e BB in carne, ossa e divano? E magari avere una super dedica come la mia, che potete ammirare qui a fianco.
Con loro ci saranno anche Marco, Cristiano e ci sarò anch’io.

Dove? L’appuntamento è alla Fiera internazionale del libro di Torino.

Quando? Sabato 10 maggio, dalle ore 17 alle 18, SALA ARANCIO
Evento “Aurora- Sleeping beauty” (Baraldi- Parrillo) incontra “Un appartamento a Torino” (Ponti- Spadavecchia).
Si parlerà di storie, cinema e fumetto. Non mancate!

 

 

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